Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Saverio Cenderelli e Giovanni Mascellani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Giovedì 15 settembre 2016
Eb 5, 7-9; Sal 30
Vangelo secondo Giovanni (19, 25-27)
Beata Vergine Maria addolorata



Preghiera Iniziale


Vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.
(Salmo 30)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.






Medita


Oggi la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Addolorata. Maria sotto la croce che assiste, impotente, all'agonia del figlio ingiustamente condannato, ma che “ha fatto di tutto” per farsi condannare come un delinquente. Cosa ti sarà passato per la testa, Maria? Avrai recriminato a Gesù, come fece Pietro, di non essere stato “abbastanza prudente” specialmente con i potenti? Tutto questo, forse, non sarebbe successo… Gli avrai rimproverato, in cuor tuo, di essere stato troppo “strano”, di aver preteso troppa coerenza («Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio», Mt 9, 13) da chi, forse, non era in grado di averla? Già quando presentasti Gesù al tempio ti fu annunciato che una spada ti avrebbe trafitto l'anima (Lc 2, 35) ma, forse, non pensavi si trattasse di questo, forse ti aspettavi di avere le “normali” tribolazioni di una madre che cresce un figlio un po' discolo.
Probabilmente mai ti saresti immaginata di assistere alla lunga agonia di tuo figlio: dall'arresto, alla flagellazione, alla condanna popolare, alla salita al calvario fino alla sua violenta crocifissione. Ed ora sei lì, ai sui piedi, impotente, con la visione devastante di questo figlio insanguinato e sofferente che, forse, non hai mai sentito tuo fino in fondo e che sta morendo: eppure stai lì. Non fuggi da quel dolore che ti schianta: quanto è grande il dolore di una madre che perde il figlio? Ma aspetti fino in fondo, gli stai accanto per come te lo permettono i carnefici… E Lui?
Neanche dall'alto della sua sofferenza ti chiama “madre”, ma ti fa una carezza comunque: «Donna, ecco tuo figlio!», «Ecco tua madre!» e, come per la vedova di Nain, ti mette nelle condizioni di continuare a vivere: non sarai sola. Siamo nella notte della fede, non c'è ancora l'alba della Resurrezione ed è bello sapere che il Cristo morente in croce si preoccupa di darci i mezzi anche pratici per superare lo smarrimento inevitabile dovuto alla sua assenza fino al suo ritorno nella Resurrezione.





Per Riflettere


«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui!». (Mc 16, 6)

O Dio nostro Padre, tu ci hai amato per primo!
Signore, noi parliamo di Te
come se ci avessi amato per primo in passato, una sola volta.
Non è così: Tu ci ami per primo, sempre, tu ci ami continuamente,
giorno dopo giorno, per tutta la vita.
Quando al mattino mi sveglio e innalzo a te il mio spirito,
Signore, Dio mio, tu sei il primo, tu mi ami sempre per primo.
È sempre così: Tu ci ami per primo non una sola volta,
ma ogni giorno, sempre.
(Søren Kierkegaard)






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