Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Saverio Cenderelli e Giovanni Mascellani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Mercoledì 14 settembre 2016
Nm 21, 4b-9 opp. Fil 2, 6-11; Sal 77
Vangelo secondo Giovanni (3, 13-17)
Esaltazione della Santa Croce



Preghiera Iniziale


Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l'essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
(Lettera ai Filippesi 2, 6-8)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».






Medita


Nicodemo, un fariseo, un capo dei Giudei è andato da Gesù per cercare di capire; forse vuol mettere d'accordo quello che sa, quello che ha studiato con quello che vede fare da Gesù, quello che gli sente dire. Ma va di notte: probabilmente non sta bene che uno del suo rango si faccia vedere da tutti che parla con questo strano tipo che butta all'aria alcune certezze della sua religione. E Gesù, come al solito, non si fa scappare l'occasione: lo interroga sulle scritture, lo rimprovera perché non crede, addirittura lo prende in giro: “Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose?” (Gv 3, 10) e per ben due volte gli ripete che in ballo c'è la vita eterna, ma occorre credere a questo Figlio dell'uomo mandato da Dio solo per amore.
In pratica dà una solenne tirata d'orecchie, in Nicodemo, a tutti quelli che credono di aver capito cosa c'è scritto nelle Scritture ma ancora non credono al Figlio dell'uomo che è venuto solo per salvarci e non per condannarci.
È curioso notare come in tutto il dialogo con Nicodemo Gesù parli di sé in terza persona mentre più avanti arriverà ad esclamare: “Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. “ (Gv 12, 44-45). Forse, da gran pedagogo, non ha voluto stressare Nicodemo con questa ulteriore verità, ma gli ha lasciato una traccia ben precisa da seguire per arrivare a credere.





Per Riflettere


Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». (Gv 14, 6-7)

Rialzami, o Signore!
Sono stato deluso, o mio Cristo,
per il mio troppo presumere:
dalle altezze sono caduto molto in basso.
Ma rialzami di nuovo ora, poiché vedo
che da me stesso mi sono ingannato;
se troppo ancora confiderò in me stesso
subito cadrò e la caduta sarà fatale.
(Gregorio di Nazianzo, Poesie su se stesso, LXVII)






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