Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Saverio Cenderelli e Giovanni Mascellani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Venerdì 9 settembre 2016
1Cor 9, 16-19.22b-27; Sal 83
Vangelo secondo Luca (6, 39-42)



Preghiera Iniziale


Dio, non startene muto,
non restare in silenzio e inerte, o Dio.
Vedi: i tuoi nemici sono in tumulto
e quelli che ti odiano alzano la testa.
Contro il tuo popolo tramano congiure
e cospirano contro i tuoi protetti.
Hanno detto: “Venite, cancelliamoli come popolo
e più non si ricordi il nome d'Israele”.
Hanno tramato insieme concordi,
contro di te hanno concluso un patto…
(Salmo 83)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».






Medita


Già Fedro con la sua favoletta delle due bisacce e Seneca nel suo De Ira II avevano messo in guardia su quanto sia più facile vedere gli altrui difetti che non vedere i propri. Qui mi sembra che il Cristo faccia un passo in più: non basta fermarsi a non guardare i difetti degli altri, perché sappiamo che anche noi siamo pieni di difetti, ma occorre fare qualcosa per i nostri difetti: occorre togliere la trave dai nostri occhi, non per sentirsi con la coscienza a posto ma per poter aiutare il fratello a vedere i suoi.
Come scrive Mons. Ravasi: “Purtroppo, dobbiamo tutti confessare che questo piacere perverso di spalancare gli occhi sulle colpe del prossimo è una tentazione insuperabile che ci lambisce spesso.” Quasi come se scoprire l'altro nell'errore ci facesse sentire assolti dalle nostre “piccole” colpe e quindi potessimo vestire la toga del giudice ed emettere il “nostro giusto verdetto”…
Ma il problema rimane: come faccio ad accorgermi della mia trave? E come faccio a levarmela dall'occhio?





Per Riflettere


«Ecco la strada del Signore: adorare Dio, amare Dio sopra di tutto, e amare il prossimo. È tanto semplice, ma tanto difficile. Si può fare soltanto con la grazia. Chiediamo la grazia». (Papa Francesco, meditazione mattutina del 15 ottobre 2013)

Signore Dio mio, presta ascolto alla mia preghiera:
la tua misericordia esaudisca il mio desiderio,
che non arde per me solo,
ma vuole anche servire alla mia carità per i fratelli.
Tu vedi nel mio cuore che è così.
Lascia che ti offra in sacrificio il servizio
del mio pensiero e della mia parola,
e prestami la materia della mia offerta a te.
Sono misero e povero, tu ricco per tutti coloro che ti invocano,
tu senza affanni, che ti affanni per noi.
Recidi tutt'intorno alle mie labbra, dentro e fuori,
ogni temerità e ogni menzogna.
Siano le tue Scritture le mie caste delizie;
ch'io non m'inganni su di esse, né inganni gli altri con esse.
Signore, guarda e abbi pietà.
Signore Dio mio, luce dei ciechi e virtù dei deboli,
e tosto luce dei veggenti e virtù dei forti;
volgi la tua attenzione sulla mia anima e ascolta chi grida dall'abisso.
Se non fossero presenti anche nell'abisso le tue orecchie,
dove ci volgeremo? A che grideremo?
(Sant'Agostino)






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