Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MARTEDÌ 30 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (9,51-56)
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Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare dei preparativi per lui.

Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: " Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi ?". Ma Gesù si voltò e li rimproverò.

E si avviarono verso un altro villaggio.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


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Il cammino di Gesù sta per concludersi; deve entrare in Gerusalemme. Il tempo ormai si è compiuto. E' la tappa annunziata che ha suscitato tante perplessità nel cuore degli apostoli e provocato molti abbandoni tra i discepoli. E' desiderata fortemente dal Signore perché così potrà compiere interamente la volontà del Padre e dargli gloria; è altrettanto temuta perché pretenderà anche da lui di non ascoltare il grido della sua umanità e di prendere la croce, di "dimenticarsi" e offrirsi interamente alle "mani degli uomini". Luca segna con una frase forte il momento: "...si diresse decisamente verso Gerusalemme" o, secondo un'altra possibile traduzione: "indurì il volto verso Gerusalemme". I Samaritani non accolgono volentieri chi si fa pellegrino verso una città alla quale non riconoscono la qualifica di "santa", perciò anche il progetto di evangelizzazione salta, suscitando una spropositata reazione dal parte di Giacomo e Giovanni: vorrebbero compiere un gesto terribile, quello già sceso su Sodoma e Gomorra, le città peccatrici.

Gesù ha insegnato ai peccatori la confidenza nel Padre misericordioso. Vedendo lui si è visto il volto di Dio chino su i lontani per stringerli nell'abbraccio paterno di chi ne aspettava il ritorno. Ai suoi ha dato una meta nel cammino di perfezione: " siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro" . Tutto questo si scontra violentemente con il progetto dei suoi: anche al termine del cammino mostrano chiaramente di non aver capito. Sta andando a morire perché il progetto dell'Amore sia vincente e si proponga come l'unico possibile per vincere la morte; Giacomo e Giovanni, colonne della futura chiesa, gli chiedono di uccidere, di scatenare un gesto di potenza che costringa a credere anche i più riottosi. Non si può costringere ad amare, si può solo offrire tutto per essere amati. "Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio" . Continua ad annunziare e a elemosinare amore in questi ultimi passi dolorosi e gloriosi che lo portano al Calvario: così dovrà fare sempre la sua Chiesa.



Per Riflettere
 

Il peccato va condannato perché semina morte; ma i peccatori, cioè noi tutti, vanno amati perché l'Amore è l'ultima spiaggia affascinante e sicura.





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