Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



VENERDÌ 26 Settembre 2008
Secondo Luca (9,18-22)
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Un giorno, mentre si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: "Chi sono io secondo la gente ?".
Essi risposero: " Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto".
Allora domando: " Ma voi chi dite che io sia? ".
Pietro, prendendo la parola, rispose: " Il Cristo di Dio".
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. "Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Ognuno degli scritti chiamati vangelo vuole rispondere alla domanda: Chi è Gesù di Nazaret? Marco, considerato l'ideatore di questo nuovo genere letterario, e poi Matteo, Luca, Giovanni, ispirati da Dio, hanno risposto tenendo presente le necessità delle loro comunità, ricordando proprie esperienze o attingendo alla tradizione orale e scritta, e ci hanno dato alcuni elementi fondamentali tratti da gesti e parole del Signore, perché ogni comunità cristiana maturasse una fede comune e potesse testimoniarla davanti a quanti cercano e interrogano. Con questo brano Luca ricorda un sondaggio fatto da Gesù stesso, quasi per verificare l'esito dell'annunzio. Passi paralleli di Matteo e Marco attribuiscono anch'essi l'iniziativa al Maestro. La piccola comunità apostolica ha accertato comprensioni diverse; nessuna esaustiva. Al suo interno al silenzio imbarazzato dei discepoli si contrappone la forte e chiara risposta di Pietro: " Il Cristo di Dio". Matteo riferisce che Gesù stesso tenne a precisare che questa singolare illuminazione era stata donata dal Padre, il solo che conosce il Figlio, e può pienamente rivelarlo.

A questa luminosa attestazione di fede che nei racconti evangelici segna un momento di singolare importanza per il cammino dei discepoli, quasi una novità, segue il primo annunzio della passione. Sembra che Gesù stimoli i suoi a chiedersi: chi stiamo seguendo? dove ci porterà? Anche il successivo invito a non rivelare la sua identità sembra sottolinearne un altro: l'invito ad attendere il compimento della pasqua di morte e risurrezione, la meta tanto oscura che pretende un cammino di fiducioso abbandono. E' vero, Gesù è il Messia che il Padre ha unto per la missione; ma l'opera di salvezza si compirà e si svelerà in quel momento. L'annunzio si tinge di speranza evidente solo nell'invito ad attendere il terzo giorno. Quando nasce il vangelo la morte - risurrezione è già esperienza dei dodici, deve diventarlo di tutta la Chiesa: è il cuore della sua fede.



Per Riflettere
 

Fa pensare l'introduzione: "...mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare...e i discepoli erano con lui ". Vuole forse indicarci qual è il modo e il luogo per porci anche noi le domande: chi sto seguendo? dove mi porterà ? Vuol dirci che la conoscenza di Gesù e l'annunzio apostolico hanno bisogno di silenzio, di ascolto, di intimità, di preghiera?





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