Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLED╠ 24 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (9,1-6)
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In quel tempo, Ges¨ chiam˛ a sÚ i Dodici e diede loro potere e autoritÓ su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mand˛ ad annunziare il regno di Dio e guarire gli infermi. Disse loro: "Non prendete nulla per il viaggio, nÚ bastone, nÚ bisaccia, nÚ pane, nÚ denaro nÚ due tuniche per ciascuno.

In qualunque casa entriate, lÓ rimanete e di lÓ poi riprendete il cammino.

Quanto a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro cittÓ, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi".

Allora essi partirono e passavano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.



Il mese di agosto Ŕ stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


I Dodici hanno appena visto segni di straordinaria potenza: sul lago il Maestro ha sedato una paurosa tempesta, nel territorio dei Geraseni Ŕ avvenuta una incredibile liberazione dal demonio, nel cammino una donna Ŕ guarita per il semplice tocco del mantello, la figlia del capo della sinagoga, Giairo, addirittura Ŕ stata rianimata. Ora, in un momento di intimitÓ e di calma, ricevono i poteri che hanno visto esercitare: "..diede loro potere e autoritÓ su tutti i demoni e di curare le malattie"; poi la missione in vista della quale i segni si compiono: " E li mand˛ ad annunziare il regno e a guarire gli infermi". La ricchezza che porteranno non potrÓ essere esercitata per diventare pi¨ ricchi o pi¨ potenti, dovrÓ essere fondata su una confidenza assoluta su chi li manda. La loro ricchezza e forza sarÓ soltanto Lui. Saranno dei poveri che consegnano ad altri poveri quanto hanno ricevuto, che vivono in pace senza l'inquietudine della ricchezza, e donano pace a chi gestisce bene la propria libertÓ di accoglierla.

Il viatico dei Dodici, la forza per camminare e arricchire gli altri Ŕ colui che li invia. E loro lo doneranno nella parola che predicano e nei gesti che compiono. La parola sarÓ estremamente efficace, lo Ŕ di sua natura, anche sulla loro bocca; genererÓ novitÓ impensabili, una salvezza che va oltre il dominio sulle forze della natura, sui demoni, sulle malattie, persino sulla morte. Il comando indica come si dovrÓ presentare l'apostolo, anche se questo non Ŕ essenziale; non Ŕ lui stesso il vero segno del regno. Ma ha il potere di oscurare la luminositÓ dell'annunzio, e di rendere pi¨ problematica l'accoglienza. Per questo la sua fede dovrÓ essere raccontata dalla vita che conduce. Consegnata al servizio non dovrÓ mostrare attaccamento al possesso; dovrÓ essere visita che dona senza preoccuparsi nemmeno del successo, che diventa pellegrinaggio con il quale Dio si accosta all'uomo in un continuo esercizio di compassione e di consolazione.



Per Riflettere
 

La ricchezza che abbiamo Ŕ la parola che ci Ŕ stata donata; comprenderla, farla maturare, donarla in modo credibile ci arricchisce e arricchisce l'altro. AttrarrÓ di pi¨ se saremo liberi, poveri e generosi.





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