Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MARTEDÌ 23 Settembre 2008
S. Pio da Pietralcina
Vangelo secondo Luca (8,19-21)
Passa Parola 
 


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In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

Gli fu annunziato:
" Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti".

Ma egli rispose:
" Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Un curioso quadretto di vita familiare, e un insegnamento fondamentale. Gesù è talmente preso dall'annunzio del regno e dai gesti che lo mostrano da non aver più tempo per nessuno, neanche per quelli che sono gli affetti più cari. Ci sono gli apostoli da educare, i malati da curare, gli afflitti da consolare, i peccatori da chiamare a conversione. La sua non è una vita affannata, come la nostra; è una vita che ha messo al centro l'amore e perciò deve spendersi fino all'ultima goccia. Così Maria e altri membri della famiglia allargata (il termine "fratelli" racconta una realtà familiare che noi non conosciamo che raramente) vanno a cercarlo: sono preoccupati del suo ritmo di vita.
Lo sottolinea molto chiaramente un passo di Marco (3,20-21). Gesù non li rifiuta ma prende l'occasione per insegnare ai discepoli e a noi a stabilire una gerarchia che porti a mettere sempre al primo posto il disegno del Padre. Nasce una indiscutibile affinità con cui lui, una parentela spirituale, in chi ascolta e fa la volontà del Padre; è rigenerato dalla parola che lo rende figlio obbediente, come Gesù.

Ci sono giorni in cui confessiamo: non ho tempo neanche per pregare, tanto meno per mettermi a leggere un passo del vangelo o un buon libro; e così per dedicarmi ad un' opera buona. Siamo letteralmente affannati, ci manca il fiato. Ci domandiamo: l'affanno nasce dall'aver smarrito la gerarchia dei valori e degli affetti? Che vita è questa? Gesù vive del Padre, lo ascolta e lo obbedisce, Ha legato ogni moto del cuore a questa unica relazione necessaria. Consuma il giorno nel lavoro e la notte nella preghiera; ed è proprio quest'ultima la fonte di ogni energia e di ogni consolazione. Potrebbe essere così anche per noi, come lo è stata per tanti infaticabili del nostro tempo? Pensiamo a Teresa di Calcutta, o a Don Benzi! Chi sa di essere amato impara ad amare, a vivere d'amore. La compassione, la condivisione di ogni bisogno, l'ascolto di ogni gemito diventano missione urgente e gioiosa. A quanti lo vedono si apre la rivelazione del Padre tanto amato. Gesù non guarisce solo perché ci sia qualche zoppo che cammina, o qualche cieco che vede, sarebbe una salvezza limitata e provvisoria, ma perché cresca il numero dei figli che vedono il Padre e camminano verso di Lui.



Per Riflettere
 

Nei nostri tempi Paolo VI° ha insegnato che la più grande carità che il cristiano possa offrire è il dono della scoperta di Gesù a chi non lo conosce: Benedetto XVI ha insistito nel dire che la carità deve essere finalizzata a questo.





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