Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



SABATO 20 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (8,4-15)
Passa Parola 
 


Ascolta


In quel tempo, poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: " Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità. Un'altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono. Un'altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto. Detto questo esclamò: " Chi ha orecchi per intendere, intenda ! ". I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola. Ed egli disse: " A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché " vedendo non vedano e udendo non intendano" . Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che , quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione vengono meno. Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione. Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Se il seme è sempre buono, capace di frutto, e il seminatore instancabile e generoso nel gettarlo, perché non si vedono frutti proporzionati? Intorno a Gesù c'è tanta gente ma pochi lo seguono fino a lasciare tutto dopo i suoi inviti. La risposta è evidente; dipende dall'accoglienza, dalla qualità del terreno, dal mistero dei cuori. Il seme buono è il vangelo di Gesù; il cuore umano può somigliare ad una strada, ad una pietraia che ha solo qualche venatura di terra, ad un cespuglio di spine, infine a terra buona e feconda. Ma prima di tutto, per un buon raccolto, è necessario il seme buono, che non mancherà perché il Signore continuerà a gettarlo senza risparmio, senza lasciarsi scoraggiare dal prevedibile insuccesso. E poi il cuore umano può cambiare, tanto in bene quanto in male, e diventare diversamente accogliente.

C'è chi dopo aver ascoltato perde il seme; ha visto ma non ha riconosciuto, ha sentito il risuonare della parola ma non gli ha offerto la vita. Non ha scelto quella parola come unica, è una strada sulla quale tutti passano, indurita e infeconda. C'è anche chi ha un cuore simile ad un grumo di terra su di una pietraia: dà l'impressione di accoglienza, nasce qualche timido stelo, ma quando le radici devono affondarsi per trovare l'umore, allorD trova la pietra impenetrabile e tutto secca; qualche buon proposito ma senza perseveranza. C'è chi è un cespuglio di preoccupazioni, sempre affannato nella ricerca della ricchezza e dei piaceri della vita: nelle tenebre di questo cuore affoga ogni spiraglio di luce e il seme muore.



Per Riflettere
 

Come mettersi in atteggiamento di ascolto accogliente, come impedire che la parola sia rubata, come respingere la tentazione, come liberare il cuore: ecco la fatica quotidiana che permette di ascoltare, discernere, trovare la gioia di un frutto sorprendente.






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