Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



GIOVEDÌ 18 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (7,36-50)
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In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé: " Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice". Allora Gesù disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: " Maestro, di' pure". "Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: " Suppongo quello a cui ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". E volgendosi verso la donna, disse a Simone: " Vedi questa donna ? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco ama poco". Poi disse a lei: " Ti sono perdonati i tuoi peccati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: " Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati ?"- Ma egli disse alla donna: " La tua fede ti ha salvata; va in pace ! "-



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Gli studiosi ci dicono che il brano è proprio di Luca e che non è possibile identificare la donna. Aggiungono che il testo ha avuto una trasmissione travagliata testimoniata dall'apparente contraddizione per la quale l'amore compare prima come causa e poi come effetto del perdono. Gesù è stato invitato; Simone, il fariseo, sembra avere delle riserve nei suoi confronti. Vengono a galla dopo il gesto tanto umile e confidente della peccatrice. Sembra attendere più un onore dall'aver chiamato Gesù alla sua tavola che non un gesto d'amore e di salvezza. La donna si attende solo il perdono. E Gesù glielo dona, mentre riserva per il fariseo solo un metro di giudizio, un modo diverso per avvicinarsi alla salvezza. Che poi l'amore causi il perdono, o che il perdono faccia nascere l'amore non è così importante come l'accettare che Lui è la fonte del perdono: una prerogativa di Dio, di cui anche Simone ha bisogno.

Gesù sta volentieri a tavola, familiarizza volentieri con chi ha più bisogno del suo amore, come i peccatori. Sono i più lontani dal banchetto eterno, l'immagine cara alla Scrittura per descrivere l'amicizia, l'intimità, la gioia dei tempi futuri. Potremmo dire che partecipa a "pranzi di lavoro", perché utilizza l'occasione per avvicinare, offrire giudizi sconvolgenti, fare sentire Dio vicino. Anche l'ultimo incontro sarà una cena, seppure rituale, nella quale imbandirà il banchetto destinato a diventare il cuore della sua Chiesa, il sacramento per eccellenza della sua presenza. Sarà il pasto per i peccatori che lo cercano e gli si affidano per imparare da lui ad amare. Così sarà sempre vicino a chi ha bisogno di riscoprire l'Amore e a chi cercherà di consolidare una risposta che ha sempre bisogno del suo aiuto.



Per Riflettere
 

È bello sentirsi dire: ti sono perdonati i tuoi peccati. Ma piangere il peccato, rifiutarlo, riconoscendo la sua drammaticità?





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