Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLEDÌ 17 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (7,31-35)
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In quel tempo, il Signore disse: " A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato: vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto !

È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino e voi dite: ha un demonio.

È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.

Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Gesù ha appena incontrato gli inviati del Battista: sono venuti a verificare se si manifesta in lui l'inizio dei tempi nuovi, quelli messianici descritti dal grande Isaia. La risposta è nei gesti ai quali assistono: "In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi" (7,21). Gesù lo sottolinea esprimendo un giudizio durissimo sui farisei e dottori delle legge che non hanno accolto il battesimo di penitenza predicato da Giovanni e ora rifiutano di riconoscerlo come inviato di Dio. Sono stolti e capricciosi come quei bambini che rifiutano di lasciarsi coinvolgere in qualsiasi tipo di gioco, sanno dire solo "no!". Giovanni austero nella vita ed esigente nella proposta è stato giudicato pazzo e posseduto dal demonio; Gesù , col suo messaggio di solidarietà e di gioia che fa sentire Dio vicino al peccatore che si pente, che richiama il banchetto nuziale annunziato dai profeti, è stato giudicato un dissoluto. Ma " i figli della sapienza" accolgono il severo e provocatorio invito di Giovanni e quello gioioso di Gesù.

La durezza della penitenza, e la gioia di sapersi invitati al banchetto nuziale non sono in contraddizione. C'è bisogno di passare attraverso la prima per riconoscere con umiltà la condizione di peccatori e così entrare nella condizione di giustificati con cuore rinnovato e progetto di vita che ci faccia camminare da figli consapevoli e sereni, capaci di annunziare la grande speranza. Il cammino cristiano ci fa entrare nel lavacro del Battesimo, poi ci dona il sacramento della Penitenza per conservare o rigenerare lo stato di figli, per celebrare e vivere l'eucaristia, segno del banchetto eterno, della comunione definitiva. Per gustare appieno la gioia della figliolanza e del discepolato Gesù disegnerà un cammino senza sconti, con espressioni paradossali che rendono ancora più evidente la necessità di un'ascesi; ad es. "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo" (14,26).



Per Riflettere
 

La penitenza - sacramento, che spazio ha nella tua vita? E la penitenza - virtù ? Ti confessi spesso ? Ti fermi, magari alla sera, per un esame di coscienza ? Sei sobrio? Scegli qualche esercizio di mortificazione, come si diceva una volta, per diventare più padrone della tua vita?





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