Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



SABATO 13 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (6,43-49)
Passa Parola 
 


Ascolta


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto; non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.

Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che vi dico? Chi viene a me ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile; è simile ad un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.

Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito la casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Due immagini contrapposte di discepolo. Possiamo immaginare che l'insegnamento cominci in vista di un frutteto; insieme alla vigna, al fico, piante comunissime e molto curate, si intravedono alberi dai quali non si attendono frutti e, forse a cingere il tutto, dei cespugli di spine a protezione. "..ogni albero si riconosce dal suo frutto..." : anche ogni discepolo mostra con la vita chi è il suo maestro, quanto si fida di lui e lo segue. Chi lo ascolta capisce se in lui c'è verità, se c'è concretezza. Tra quanti seguono Gesù, alcuni lo chiamano Signore, ma non confidano in lui, non lo riconoscono come tale. Lo sguardo si posa forse su di un torrente e di lì nasce un'altra immagine: discepolo è colui che " viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica....è un uomo che volendo costruire la sua vita ha scavato molto e ha posto le fondamenta sopra la roccia". Nessuna violenza può mettere in pericolo chi costruisce così. Nessuna opposizione o difficoltà potrà togliere dal suo cuore la parola che vi è affondata ed è diventata la roccia della sua vita.

Le due piccole parabole giudicano oggi la nostra vita e stimolano chi vuol diventare discepolo a calare nel cuore, nel luogo delle scelte e degli amori secondo il semita, la parola che deve modellarlo. Così diventerà una pianta carica di frutti; animata come è dallo Spirito Santo sarà sempre feconda. Allora il discepolo diventerà modello per quanti vogliono imparare a camminare dietro al maestro. Ma se dice e non fa, specialmente se ostenta un devozionalismo che non gli ha fatto compiere delle scelte, non gli ha orientato la vita secondo la parola ricevuta dal maestro e si esprime solo in atteggiamenti esibizionistici, non c'è da fidarsi: quando l'emozione cozzerà contro la durezza della testimonianza, il cuore tremerà e il castello di carta della vita mostrerà tutta la sua fragilità. Allora... la rovina sarà grande...per lui e per chi lo ha scelto come modello.



Per Riflettere
 

Se l'amore non è concreto, non è amore. Se l'ascolto non traspare dalla vita l'autenticità della stessa è dubbia, non può essere presa a modello.





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