Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



VENERDÌ 12 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (6,39-42)
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: "Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in una buca?

Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire a tuo fratello: Permetti che ti tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo?

Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


I discepoli, seguendo Gesù, si preparano a diventare maestri; saranno mandati come guide. Per esserlo in modo efficace, per aiutare gli altri a camminare sulla via della verità dovranno conoscerla e guardarla con occhi liberi da ogni pregiudizio. Solo così arriveranno ad essere "ben preparati", somiglieranno all'unico Maestro. Diversamente il loro non sarà un servizio ma un inganno: chi si rivolgerà a loro non troverà la guida sicura, ma chi li fa precipitare nell'errore. L'ammonizione si rivolge così in modo scoperto a quei maestri in Israele che non vogliono vedere, accettare quanto gesti e parole di Gesù dicono sulla sua identità. Sanno vedere le pagliuzze, le sfumature della Legge, ma non riconoscono che "una trave", un pregiudizio ben più consistente, impedisce loro di vedere e giudicare, di cogliere il tempo della visita di Dio.

Per chi non è semplice e umile ricercatore della verità può sorgere un problema insolubile: la convinzione arrogante che solo le proprie idee, i propri giudizi siano capaci di portare a possederla e servirla. Così qualunque parola o gesto, per quanto luminosi, non hanno la forza di spingere a ripensare, a modificare i propri convincimenti. Neanche una parola offerta con "autorità e potenza", come dicevano gli ascoltatori nella sinagoga di Nazaret. Si è accecati e si pretende di saper scoprire cosa impedisce all'altro una vision libera e netta. Prima di atteggiarci a maestri e pretendere di correggere chi è intorno a noi, c'è da fare il difficile cammino del discepolo. Cammino di umile ascolto, di imitazione esigente, di ricerca appassionata. Non può annunziare Gesù chi non l'ha visto e chi non lo mostra con la vita. "Siate misericordiosi...non giudicate...non condannate...perdonate", diceva l'insegnamento dei versetti precedenti. Chi ha una visione così pulita dell'identità cristiana e l'ha acquisita vivendola, potrà essere un discepolo divenuto maestro. Che cammino !!!



Per Riflettere
 

Quando il Signore ci chiama, magari in modo tanto esigente come accade oggi, non pretende che facciamo un salto improvviso e definitivo. Ci incita ad un cammino concreto, fatto di passi e di speranza. L'importante è....camminare.





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