Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



LUNEDÌ 8 Settembre 2008
Vangelo secondo Matteo (1,1-16.18-23)
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Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo da suoi peccati".

Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele, che significa "Dio con noi".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Abbiamo trascritto la forma breve; in verità Matteo (e la stessa liturgia di questa festa), premette la genealogia di Gesù a partire da Abramo; vuole insegnarci che è davvero figlio di Dio, ma anche vero uomo. Come tale ha degli ascendenti, si inserisce in un disegno che il Padre sta conducendo. La genealogia è riscritta evidenziando solo alcuni tra i progenitori e dividendo il tempo dell'attesa in tre grandi fasi: da Abramo a Davide, da Davide alla deportazione di Babilonia, dal ritorno all'annunzio a Maria. Accettando di sposarla, Giuseppe ne diviene un anello, solo legalmente, in quanto discendente di Davide, attraverso l'obbedienza e l'abbandono con il quale offre se stesso a Dio senza vivere coniugalmente con la sua sposa. Così assume il compito di padre legale, custode, o padre putativo come siamo soliti dire, perché il Figlio di Dio e di Maria abbia chi lo conduca alla maturità, quando la coscienza della missione gli farà prendere in mano il disegno che il Padre ha condotto nella storia, fino a farla diventare "sacra", luogo del compimento delle meraviglie che il suo amore ha progettato.

Mentre celebriamo la Natività di Maria, ricordiamo anche la sua Immacolata Concezione. Per i meriti del Figlio non è stata sottomessa alle conseguenze del peccato delle origini, ma è stata avvolta dal Dono, redenta prima del Calvario; "piena di grazia", dirà l'angelo, e la particolare costruzione dell'espressione giuntaci in lingua greca ci racconterà che l'azione di Dio ha un inizio ma anche una continuità in tutta la sua esistenza: lo Spirito la riempirà di grazia per tutto il cammino. Le prerogative della Madre annunziano il Figlio, riempiono di stupore, invitano alla contemplazione. La liturgia ci invita ad entrare in questo atteggiamento ripetendo l'antifona che introduce la celebrazione eucaristica: " Celebriamo con gioia la Natività della beata Vergine Maria: da lei è sorto il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio"-



Per Riflettere
 

Maria non è il sole, ma ne è l'aurora, Lo annunzia e lo dona. Anche il fatto di celebrare quest'anno il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes, una grazia della Vergine per i suoi filglioli, può diventare un'occasione per approfondire, e se necessario purificare, la nostra devozione mariana.





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