Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



SABATO 6 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (6,1-5)
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Un giorno di sabato, Gesù passava attraverso i campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: "Perché fate ciò che non è permesso di sabato?".

Gesù rispose: " Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?".

E diceva loro: "Il Figlio dell'uomo è signore del sabato".




Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


È sabato: un giorno molto caro al popolo di Dio, giorno festivo del riposo e della lode. Luca ci apre un cammino verso sette sabati, fino alla soglia della risurrezione: "Era il giorno della parasceve e già splendevano le luci del sabato..."(23,54). Come viverlo è codificato puntigliosamente, per il buon giudeo, in trentanove proibizioni. Serviranno a scoprire il vero senso che Dio gli ha dato e ad aiutare l'uomo a incontrare il suo Signore? I discepoli camminano poveri e lieti dietro Gesù e non si curano molto che la legge sia l'unico criterio dei loro comportamenti mentre la fame li tormenta. A chi li critica Gesù offre un criterio nuovo; dice ciò che veramente conta, soprattutto in quel giorno: " Il Figlio dell'uomo è signore del sabato". Lui deve stare al centro, essere l'assoluto; le leggi devono servire ad avvicinare l'uomo a questo atto di fede. Cita anche un precedente legato alla vita del grande re Davide, in cui il bisogno dell'uomo ha avuto precedenza, senza offendere Dio, sulla rigidità della legge.

Nella lettura di Luca si intravedono i tratti che dovranno caratterizzare il sabato che Gesù è venuto ad inaugurare: il riposo e il dono del pane. In quel giorno in cui ci si ricorda che la vita non dipende solo dal nostro affanno quotidiano, il pane eucaristico procurerà una sazietà maggiore di quanto riesca a fare il grano frutto della nostra fatica. Allora il sabato diventerà il tempo privilegiato per imparare a gioire nel donarlo a Lui, fonte di ogni bene, certezza e conforto di ogni cammino; per noi, ed anche per quelli che come i compagni di Davide, condividono la nostra avventura con le sue fatiche e povertà. Il cristiano sa e deve sempre imparare che la messa festiva non è tanto un obbligo, quanto la gioiosa risposta ad un invito con chi vuole saziarci alla tavola della Parola e del Sacramento. Quindi un modo di rispondere al bisogno che sempre rinasce in noi di riaccordare a Dio il primato, di vivere il banchetto che prepara e porta a quello eterno, dove vivremo la comunione assoluta.



Per Riflettere
 

Come mettere Gesù al centro delle mie feste? Come aiutare la mia famiglia a scoprire la ricchezza nuova che deriverebbe dal vivere in modo nuovo la domenica? Come aiutare la mia parrocchia a renderlo giorno di gioiosa comunione?





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