Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



GIOVEDÌ 4 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca ( 5,1-11)
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In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genezaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I discepoli erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Sinone: " Prendi il largo e calate le reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.

Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini".

Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Sembra un giorno qualunque sulla riva del lago. Dei pescatori delusi da una notte passata senza frutto stanno riassettando le reti. Un giovane rabbì chiede aiuto: vuole che lo prendano sulla barca per annunciare da lì la sua verità. Al termine avanza una proposta a Pietro, pescatore esperto, capo del gruppetto. Obbedire non sembra razionale: sulle spalle di tutti grava una notte dura e inutile. Ma forse Pietro ricorda altri comandi impossibili, eppure avveratisi, magari quello che ha cacciato la febbre dalla suocera. Perciò vince lo scetticismo ed obbedisce: vede le reti smagliarsi per un pesca troppo abbondante. E' vinto dallo stupore, percepisce la presenza e l'opera di Dio. Allora cade in ginocchio conscio della propria piccolezza, e riceve una chiamata impossibile, strana e affascinante: sarà, con i suoi compagni, "pescatore di uomini", dietro ad un maestro che caccia i demoni e la febbre mortifera, che riempie le barche anche quando i pescatori non hanno preso nulla; eppure vuole aver bisogno di collaboratori.

E la Chiesa impara. E' una barca, tanto fragile e insicura; se a bordo non c'è lui è simile ad ogni altra barca condannata a confidare solo su forze umane, segnata da notti insonni e fatica inutile. Ma se le reti vengono gettate "sulla tua parola" ogni sogno diventa modesto dinanzi alla realtà della pesca. E ancora: per vedere Dio nel quotidiano ci vuole umiltà, altrimenti i successi sono attribuiti al caso, alle proprie capacità, e non riempiono gli occhi e il cuore di gratitudine, non si vede il dono. "Allontanati da me, che sono un peccatore!" esclama Pietro contento e stupito. E la Chiesa ci insegna :" Riconosciamo i nostri peccati...confesso che ho molto peccato" dobbiamo ripetere ai piedi dell'altare prima di celebrare i santi misteri in cui Dio parla, si fa presente, si dona. Dall'umiltà allo stupore per questo accostarsi di Dio alla nostra povertà. E dallo stupore può nascere il disegno di lasciare tutto e di andargli dietro per un'avventura che lui ha progettato.



Per Riflettere
 

La proposta vale per ogni chiamata. Anche quando un matrimonio è diventato una notte agitata e vuota, senza futuro. "Prendi il largo e cala la rete !". ....sulla tua parola....





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