Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MARTEDÌ 2 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (4,31-37)
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In quel tempo discese a Cafarnao, una città della Galilea e il sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: " Basta ! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!". Gesù gli intimò: "Taci, esci da costui!". E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male.

Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: " Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno? " .

E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


I Nazaretani non riescono a cogliere il grande momento che la misericordia di Dio offre loro in Gesù: nella sinagoga è risuonato l'annuncio più atteso da ogni israelita, il compiersi di ogni profezia, l' "oggi" dell'incontro fra Dio e l'uomo, già promesso nell'Alleanza, ma è risuonato invano. Allora Gesù, cacciato dai suoi concittadini, si sposta a Cafarnao, il villaggio di Pietro che presto sarà considerato anche il suo. Anche qui l'insegnamento viene donato nella sinagoga, luogo dell'incontro, ed è confortato da un fatto che scuote tutti, tanto che Luca parla del diffondersi della paura fra gli ascoltatori: il segno che Dio è presente ed opera. "C'era un uomo con uno spirito immondo..." L'ascoltatore meno adatto a ricevere la parola e a diventarne portatore, è vinto dall'autorità e potenza della stessa e ne diviene l'annunziatore. Questo rabbì è davvero colui che rovina i demoni; i profeti avevano annunziato che il tempo della salvezza avrebbe visto questo segno di Dio.

Dal fatto prodigioso non nasce immediatamente la fede. I presenti "furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro, che parola è mai questa?". Sono davanti ad un fatto inspiegabile, vivono in una cultura profondamente religiosa e questo li spinge a sentire la presenza del divino. Così l'immagine di Dio che è loro familiare, il Dio tremendo e misterioso, li schiaccia, li spaventa, li spinge alla paralisi piuttosto che alla sequela; cercano di darsi reciprocamente una spiegazione convincente e si riempiono di domande. E Luca, nei passi succesivi, ci mostrerà Gesù, in questo primo giorno a Cafarnao, molto disponibile a compiere gesti di potenza che raccontino la misericordia, l'attenzione forte e premurosa verso chi soffre, chi è vinto dal male ed ha bisogno di scoprire in lui il volto misericordioso di Dio, per dare l'annunzio del tempo nuovo, del Regno in cui Dio vince con l'amore.



Per Riflettere
 
È lo stupore, un atteggiamento che dice attenzione, suscita meraviglia, mette in ricerca, costringe a domandare, incrina le proprie sicurezze, fa sentire piccoli, fa nascere giudizi nuovi, e non certo la paura, la via giusta per chi vuol penetrare la parola e scoprire l'identità di chi la pronunzia con tanta autorità e potenza.





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