Ascolta e Medita Ottobre 2019 Come inserire un font di Google
Vangelo Quotidiano - Vangelo del Giorno con commento - Vangelo e Preghiere

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti


Domenica 27 ottobre 2019

Letture
Sir 35, 15b–17.20–22a; Sal 33; 2Tm 4, 6–8.16–18
Vangelo secondo Luca (18, 9–14)
Salterio: seconda settimana

Santo del Calendario
27 Ottobre - S. Frumenzio Vescovo.

Preghiera Iniziale

Umili e pentiti come il pubblicano al tempio,
accostiamoci al Dio giusto e santo,
perché abbia pietà anche di noi peccatori.
(Dalla Liturgia)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».




Medita

La parabola di oggi è una piccola catechesi sull'umiltà che deve accompagnare la preghiera.
Si parla di due persone, due uomini, i quali salgono al tempio a pregare. Fra loro sono molto diversi: uno è un fariseo, cioè un uomo di fede, un uomo influente che per la sua posizione sa di essere giusto davanti agli occhi di Dio e del popolo; questo lo fa sentire in diritto di pregare facendo un monologo rivolto a se stesso e non rivolto a Dio.
L'altro personaggio è un pubblicano, figura in completa antitesi con la prima: è un esattore delle tasse, membro di una categoria altamente disprezzabile. Eppure manifesta una viva coscienza del suo essere peccatore, sa di non avere nulla di cui vantarsi. La sua preghiera è breve, rimane indietro nel tempio, si percuote il petto, non osa paragonarsi agli altri, non osa alzare gli occhi al cielo. Dimostra con i fatti la sua miseria spirituale e invoca la misericordia di Dio. La sua preghiera è un vero dialogo.
Luca ci dice che il pubblicano torna a casa giustificato perché ha riconosciuto la propria piccolezza e l'ha offerta a Dio nel pentimento, mentre il sedicente “giusto” torna a casa abbandonato.
Nell'umiltà si vede solo la grandezza, la magnificenza, la gloria del Signore; non si può nell'umiltà che elevare un grido di perdono, di misericordia, di implorazione di pietà. È questo il vero rapporto tra Dio e l'uomo, perché chi può dirsi giusto dinanzi a Dio e alla sua Parola? Dio è troppo grande perché l'uomo possa dichiararsi meritevole ai suoi occhi. La distanza è sempre infinita, l'abisso è incolmabile. Ecco perché bisogna accostarsi al suo trono di grazia solo alla maniera del pubblicano, perché nel cuore, in fondo, siamo come lui: O Dio, abbi pietà di me, peccatore.

Per Riflettere

Spesso ci battiamo il petto e chiediamo pietà per i nostri peccati, ma intimamente ci consideriamo dei giusti. Guardiamo con onestà a noi stessi. Smettiamo di fare confronti e cerchiamo di prendere Gesù come nostro unico termine di paragone.

Preghiera Finale

O Dio, tu non fai preferenze di persone
e ci dai la certezza che la preghiera dell'umile penetra le nubi;
guarda anche a noi come al pubblicano pentito,
e fa' che ci apriamo alla confidenza nella tua misericordia
per essere giustificati nel tuo nome.
Per Cristo nostro Signore. Amen.




Novene per il Mese di Ottobre


Novena alla Beata Vergine Maria di Fatima dal 4 al 12 Ottobre

Novena a Santa Margherita Alacoque dal 7 al 15 Ottobre

Novena a Santa Orsola dal 14 al 20 Ottobre

Novena a San Giuda Taddeo dal 19 al 27 Ottobre

Novena a tutti i Santi dal 23 al 31 Ottobre

Novena per le anime del Purgatorio dal 24 Ottobre al 1 Novembre

Novena a San Carlo Borromeo dal 26 Ottobre al 3 Novembre



Indice Mese di Ottobre 2019


La Riflessione Per Oggi 27 Ottobre 2019

Dio ordina il mondo con armonia e concordia e fa del bene a tutti

Fissiamo lo sguardo sul padre e creatore di tutto il mondo e immedesimiamoci intimamente con i suoi magnifici e incomparabili doni di pace e con i suoi benefici. Contempliamolo nella nostra mente e scrutiamo con gli occhi dell'anima il suo amore così longanime. Consideriamo quanto si dimostri benigno verso ogni sua creatura.
I cieli, che si muovono sotto il suo governo, gli sono sottomessi in pace; il giorno e la notte compiono il corso fissato da lui senza reciproco impedimento. Il sole, la luna e il coro degli astri percorrono le orbite prestabilite secondo la sua disposizione senza deviare dal loro corso, e in bell'armonia. La terra, feconda secondo il suo volere, produce a suo tempo cibo abbondante per gli uomini, le bestie e tutti gli esseri animati che vivono su di essa, senza discordanza e mutamento alcuno per rapporto a quanto egli ha stabilito. Gli stessi ordinamenti regolano gli abissi impenetrabili e le profondità della terra. Per suo ordine il mare immenso e sconfinato si raccolse nei suoi bacini e non oltrepassa i confini che gli furono imposti, ma si comporta così come Dio ha ordinato. Ha detto infatti: «Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde» (Gb 38, 11). L'oceano invalicabile per gli uomini e i mondi che si trovano al di là di esso sono retti dalle medesime disposizioni del Signore.
Le stagioni di primavera, d'estate, d'autunno e d'inverno si succedono regolarmente le une alle altre. Le masse dei venti adempiono il loro compito senza ritardi e nel tempo assegnato. Anche le sorgenti perenni, create per il nostro godimento e la nostra salute, offrono le loro acque ininterrottamente per sostentare la vita degli uomini. Persino gli animali più piccoli si stringono insieme nella pace e nella concordia. Tutto questo il grande creatore e signore di ogni cosa ha comandato che si facesse in pace e concordia, sempre largo di benefici verso tutti, ma con maggiore abbondanza verso di noi che ricorriamo alla sua misericordia per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. A lui l'onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa (Capp. 19, 2 - 20, 12; Funk, 1, 87-89)


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ENZO BIANCHI - 27 gennaio 2004, Giornata della Memoria - Prima edizione BUR Saggi: marzo 2004

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