Ascolta e Medita Ottobre 2019 Come inserire un font di Google
Vangelo Quotidiano - Vangelo del Giorno con commento - Vangelo e Preghiere

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti


Mercoledì 23 ottobre 2019

Letture
Rm 6, 12–18; Sal 123
Vangelo secondo Luca (12, 39–48)

Santo del Calendario
23 Ottobre - S. Giovanni da Capestrano Sacerdote.

Preghiera Iniziale

Aiutami, Signore,
ad accogliere la tua Parola
anche quando si rivela esigente.
Donami la forza, il coraggio,
di farla diventare realtà nella mia vita.
E quando mi trovo nella prova,
quando sono tentato di barattare
la tua pace e la tua gioia
con qualche vantaggio effimero,
donami saggezza di scegliere
ciò che conta veramente.

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».




Medita

L'attenzione che ha un padrone di casa per evitare che vi entrino i ladri, è la stessa che viene chiesta ai discepoli nell'attesa del Figlio dell'uomo. In questo Vangelo siamo invitati alla sollecitudine, allo sguardo pronto. Gesù è come il ladro che entra nella casa per rubare quando uno meno se lo aspetta. Il riferimento non è solo all'ultimo incontro, nel giorno del giudizio, ma a ogni attimo che è visitato dalla presenza del Signore che viene. Questo è un tempo colmo di speranza, di beatitudine, di sollecitudine in attesa dell'Amato. In questa prospettiva, la vita è vissuta come un patrimonio che il Padre teneramente ci consegna, come un tesoro che ci viene donato e che a nostra volta siamo chiamati a donare. È un'“opera d'arte” che non ci appartiene e di cui siamo amministratori, come il servo beato della parabola che vive nella relazione di fiducia con il datore dei beni, senza farsene egli stesso padrone. Ma quel servo che invece quasi dimentica che il padrone tornerà e nel frattempo non compie i suoi doveri, si appropria dei beni che gli sono stati affidati, li gestisce in modo violento, costui subisce una severa condanna. Ci sconcerta la capacità insita nell'uomo di compiere tanta cattiveria, come sottolinea l'evangelista. Il servo stolto, nella sua negligenza, acquista un'aggressività spietata, una mostruosità spaventosa. Il disinteresse per l'altro, che viene malmenato crudelmente, e per il padrone, che viene totalmente dimenticato, è il disinteresse per se stessi. Si abbrutisce, spegnendo in sé il desiderio dell'incontro con il padrone, del suo ritorno, e scolorendo la sana relazione con Lui. (a cura delle Monache Agostiniane della Comunità Santi Quattro Coronati a Roma)

Per Riflettere

Di ogni dono fatto dal Signore siamo responsabili. Dovremo, domani, rendere conto di non aver creduto, di aver creduto a metà, di non aver sempre obbedito, di non aver portato a maturazione e a perfezione tutta la Parola ricevuta.

Preghiera Finale

Oggi io so una cosa soltanto:
che nella sconfinata
sabbia del mare
un granello sono io
e tu riesci a vedermi
e a saper di me
tutto quello che io non so.
(Aminah de Angelis Corsini)




Novene per il Mese di Ottobre


Novena alla Beata Vergine Maria di Fatima dal 4 al 12 Ottobre

Novena a Santa Margherita Alacoque dal 7 al 15 Ottobre

Novena a Santa Orsola dal 14 al 20 Ottobre

Novena a San Giuda Taddeo dal 19 al 27 Ottobre

Novena a tutti i Santi dal 23 al 31 Ottobre

Novena per le anime del Purgatorio dal 24 Ottobre al 1 Novembre

Novena a San Carlo Borromeo dal 26 Ottobre al 3 Novembre



Indice Mese di Ottobre 2019


La Riflessione Per Oggi 23 Ottobre 2019

Non troverai nulla che non sia già contenuto in questa preghiera

Chi dice: «Come ai loro occhi ti sei mostrato santo in mezzo a noi, così ai nostri occhi mostrati grande fra di loro» (Sir 36, 3) e: I tuoi profeti siano trovati pii (cfr. Sir 36, 15), che altro dice se non: «Sia santificato il tuo nome»?
Chi dice: «Rialzaci, Signore nostro Dio; fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi» (Sal 79, 4), che altro dice se non: «Venga il tuo regno»?
Chi dice: «Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola e su di me non prevalga il male» (Sal 118, 133), che altro dice se non: «Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra»?
Chi dice: «Non darmi né povertà né ricchezza» (Pro 30, 8), che altro dice se non: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano»?
Chi dice: «Ricordati, o Signore, di Davide, di tutte le sue prove» (Sal 131, 1) oppure: Signore, se così ho agito, se c’è iniquità nelle mie mani, se ho reso male a coloro che mi facevano del male, salvami e liberami (cfr. Sal 7, 1-4), che altro dice se non: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori»?
Chi dice: «Liberami dai nemici, mio Dio, proteggimi dagli aggressori» (Sal 58, 2), che altro dice se non: «Liberaci dal male»?
E se passi in rassegna tutte le parole delle sante invocazioni contenute nella Scrittura, non troverai nulla, a mio parere, che non sia contenuto e compreso nel Padre nostro. Nel pregare, insomma, siamo liberi di servirci di altre parole, pur domandando le medesime cose, ma non dobbiamo permetterci di domandare cose diverse.
Queste cose dobbiamo domandarle nelle nostre preghiere per noi e per i nostri cari, per gli estranei e, senza dubbio, anche per gli stessi nemici, quantunque nel cuore di chi prega possa sorgere o prevalere un sentimento differente per l’una o l’altra persona, a seconda del grado più o meno stretto di parentela o di amicizia.
Eccoti così, a mio modo di pensare, non solo le disposizioni con le quali devi pregare, ma anche che cosa devi chiedere. Non perché te l’insegno io, ma perché ti viene detto da colui che si è degnato di istruire noi tutti.
Si deve cercare la vita beata e chiederla al Signore Dio. In che consista l’essere beato è stato discusso a lungo da molti con motivazioni diverse. Ma non è necessario ricorrere a tanti autori e a tante trattazioni. Nella Sacra Scrittura è stato detto tutto con poche parole e con piena verità: «Beato il popolo il cui Dio è il Signore» (Sal 143, 15). Per appartenere a questo popolo e arrivare a contemplare Dio e vivere eternamente con lui, teniamo presente questo: Il fine del precetto è la carità che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera (cfr. 1 Tm 1, 5).
Nella enumerazione di queste tre virtù invece di «coscienza» si trova «speranza».
Risulta dunque che la fede, la speranza e la carità conducono a Dio colui che prega. Chi crede, spera, desidera e considera attentamente che cosa debba chiedere al Signore nell’orazione domenicale, arriva certamente fino a Dio.

Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo (Lett. 130, 12, 22 – 13, 24; CSEL 44, 65-68)


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ENZO BIANCHI - 27 gennaio 2004, Giornata della Memoria - Prima edizione BUR Saggi: marzo 2004

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