Ascolta e Medita Ottobre 2019 Come inserire un font di Google
Vangelo Quotidiano - Vangelo del Giorno con commento - Vangelo e Preghiere

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti


Domenica 20 ottobre 2019

Letture
Es 17, 8–13; Sal 120; 2Tm 3, 14–4, 2
Vangelo secondo Luca (18, 1–8)
Salterio: prima settimana

Santo del Calendario
20 Ottobre - S. Maria Bertilla Boscardin Religiosa.

Preghiera Iniziale

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita,
da ora e per sempre.
(Salmo 121)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».




Medita

È necessario pregare sempre, dice Gesù. Ma cosa significa pregare sempre? La preghiera è un'azione difficile, faticosa, per questo è molto comune essere vinti dalla difficoltà del pregare. E poi… perché pregare? Viviamo in una cultura nella quale scienza e tecnica ci fanno credere di essere onnipotenti, e quindi di poter fare a meno di Dio.
Allora, al di là delle difficoltà—mancanza di tempo, velocità della vita quotidiana, distrazioni, aridità spirituale—cosa ci insegna il Vangelo riguardo alla preghiera? Innanzitutto, la preghiera cristiana nasce dall'ascolto del Signore che ci parla. Per pregare in modo cristiano, occorre ascoltare e accogliere la sua Parola. Non c'è preghiera più alta ed essenziale dell'ascolto del Signore e della sua volontà.
Una volta avvenuto l'ascolto, la preghiera può assumere molteplici forme, e cambia in ciascuno di noi a seconda dell'età, del cammino spirituale percorso, delle situazioni nelle quali viviamo.
Ed ecco allora la parabola. C'è una vedova che chiede a un giudice di farle giustizia. Ma quel giudice, dice Gesù, “non teme Dio né ha rispetto per gli umani”. È dunque un cattivo giudice; eppure a un certo momento, vinto dall'insistenza della donna, decide di esaudirla per non essere più disturbato. Al termine di questa breve parabola, Gesù pone una domanda ai suoi ascoltatori: “Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo?”. Il giudizio di Dio ci sarà e arriverà in fretta, anche se a noi sembra tardare. Dunque la perseveranza nel pregare ha i suoi effetti, e ricordiamoci che Dio è un giudice giusto.
Ma per Gesù la preghiera è l'altra faccia della medaglia della fede, perché nasce dalla fede ed è eloquenza della fede. Per questo segue un'ultima domanda di Gesù: “Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Domanda che ci inquieta, perché a volte abbiamo l'impressione che la nostra fede venga meno.
La tentazione di abbandonare la fede è quotidiana e presente nei nostri cuori. Non ci resta dunque che rinnovarla con la speranza nella venuta di Gesù e con l'amore fraterno vissuto attingendo all'amore di Gesù per tutti gli uomini. (Enzo Bianchi)

Per Riflettere

La preghiera non è una bacchetta magica! Essa aiuta a conservare la fede in Dio… In questo, Gesù ci è di esempio… Ecco cosa fa la preghiera: trasforma il desiderio e lo modella secondo la volontà di Dio, qualunque essa sia, perché chi prega aspira prima di tutto all'unione con Dio, che è Amore misericordioso. (Papa Francesco)

Preghiera Finale

…Solo per oggi crederemo fermamente, nonostante le apparenze,
che la buona provvidenza di Dio si occupa di noi
come se nessun altro esistesse al mondo…
(Papa Giovanni XXIII)




Novene per il Mese di Ottobre


Novena alla Beata Vergine Maria di Fatima dal 4 al 12 Ottobre

Novena a Santa Margherita Alacoque dal 7 al 15 Ottobre

Novena a Santa Orsola dal 14 al 20 Ottobre

Novena a San Giuda Taddeo dal 19 al 27 Ottobre

Novena a tutti i Santi dal 23 al 31 Ottobre

Novena per le anime del Purgatorio dal 24 Ottobre al 1 Novembre

Novena a San Carlo Borromeo dal 26 Ottobre al 3 Novembre



Indice Mese di Ottobre 2019


La Riflessione Per Oggi 20 Ottobre 2019

Le aspirazioni del cuore, anima della preghiera

Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario»? (Sal 26, 4). Ivi infatti non c’è successione di giorni come se ogni giorno dovesse arrivare e poi passare. L’inizio dell’uno non segna la fine dell’altro, perché vi si trovano presenti tutti contemporaneamente. La vita, alla quale quei giorni appartengono, non conosce tramonto.
Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi. Nella preghiera infatti ci rivolgiamo a colui che, come dice il Signore medesimo, già sa quello che ci è necessario, prima ancora che glielo chiediamo (cfr. Mt 6, 7-8).
Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci. Questo dono, infatti, è assai grande, mentre noi siamo tanto piccoli e limitati per accoglierlo. Perciò ci vien detto: «Aprite anche voi il vostro cuore! Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli» (2 Cor 6, 13-14).
Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d’uomo (cfr. 1 Cor 2, 9), perché è là che il cuore dell’uomo deve entrare. Lo riceveremo con tanta maggiore capacità, quanto più salda sarà la nostra fede, più ferma la nostra speranza, più ardente il nostro desiderio.
Noi dunque preghiamo sempre in questa stessa fede, speranza e carità, con desiderio ininterrotto.
Ma in certe ore e in determinate circostanze, ci rivolgiamo a Dio anche con le parole, perché, mediante questi segni, possiamo stimolare noi stessi e insieme renderci conto di quanto abbiamo progredito nelle sante aspirazioni, spronandoci con maggiore ardore a intensificarle. Quanto più vivo, infatti, sarà il desiderio, tanto più ricco sarà l’effetto. E perciò, che altro vogliono dire le parole dell’Apostolo: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17) se non questo: Desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla quella vita beata, che niente varrebbe se non fosse eterna?

Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo (Lett. 130, 8, 15. 17 – 9, 18; CSEL 44, 56-57. 59-60)


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ENZO BIANCHI - 27 gennaio 2004, Giornata della Memoria - Prima edizione BUR Saggi: marzo 2004

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