Ascolta e Medita Ottobre 2019 Come inserire un font di Google
Vangelo Quotidiano - Vangelo del Giorno con commento - Vangelo e Preghiere

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti


Venerdì 18 ottobre 2019

Letture
2Tm 4, 10–17b; Sal 144
Vangelo secondo Luca (10, 1–9)

Santo del Calendario
18 Ottobre - S. Luca Evangelista (festa).

Preghiera Iniziale

In questo mondo che è tuo, Signore,
perché tua è la terra
e ogni cosa che essa contiene,
in mezzo alle fatiche, le lotte, le agitazioni,
donaci di stare davanti a te,
faccia a faccia,
grati di guadagnarci il pane
con le nostre mani,
orgogliosi di operare
per la continua venuta del tuo Regno.
Amen.
(David Maria Turoldo)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».




Medita

Gesù ha annunciato il Regno guarendo, sanando, accogliendo, perdonando, sfamando.
L'invio dei discepoli ha lo stesso obiettivo dell'agire di Gesù: mostrare il volto misericordioso del Dio della vita. Infatti i settantadue inviati devono condividerne le intenzioni, i sentimenti, i metodi. La loro è una missione a due a due, «in fraternità»: l'ambiente in cui deve risuonare l'annuncio non può che essere familiare perché dovranno, guarendo e predicando, mostrare il volto di un Padre che si prende cura dei propri figli.
Il primo strumento del missionario dovrà essere la preghiera. Gesù dichiara in anticipo che i discepoli non saranno adeguati e il compito dato è sproporzionato rispetto alle loro forze: “la messe è abbondante” e di fronte a questo immane lavoro il missionario deve essere umile e consapevole della propria inconsistenza.
Acquisite le giuste consapevolezze e maturata in cuore la stessa volontà di Gesù, il discepolo percorre la stessa Sua strada, precedendolo sui luoghi dove lui si recherà.
Il contesto ostile sarà occasione di mitezza, l'equipaggiamento dovrà essere più che essenziale per sottolineare la dipendenza nei confronti del Signore e della benevolenza degli ospitanti.
La casa è il primo luogo in cui entrare. Occorre che il contatto personale preceda la proclamazione pubblica. Si condividono i gesti ordinari del mangiare e bere, anch'essi occasione di comunicazione del Vangelo e di annuncio di piena comunione.
Nessuno spazio alla ricerca del lusso o di condizioni migliori passando da una casa all'altra. Dove si viene accolti, si resta. Se c'è uno solo che accoglie il dono della pace che viene da Dio, lì l'apostolo deve sentirsi a casa. (Don Cristiano Mauri)

Per Riflettere

Un cristiano che non sente bollire nell'anima la voglia di gridare il Vangelo, che non sente il dovere di parlare di Dio, che non sente l'urgenza di impegnarsi nell'apostolato… non è un cristiano. Con questa consapevolezza mettiamoci in cammino.

Preghiera Finale

Signore Gesù!
Eccoci pronti a partire
per annunciare ancora una volta
il tuo Vangelo al mondo.
Signore, prega il Padre
affinché ci mandi lo Spirito Santo,
che renda aperta, buona ed efficace,
la nostra testimonianza.
Sii con noi, Signore,
per renderci tutti uno in Te e idonei,
per tua virtù, a trasmettere al mondo
la tua pace e la tua salvezza.
(Paolo VI)




Novene per il Mese di Ottobre


Novena alla Beata Vergine Maria di Fatima dal 4 al 12 Ottobre

Novena a Santa Margherita Alacoque dal 7 al 15 Ottobre

Novena a Santa Orsola dal 14 al 20 Ottobre

Novena a San Giuda Taddeo dal 19 al 27 Ottobre

Novena a tutti i Santi dal 23 al 31 Ottobre

Novena per le anime del Purgatorio dal 24 Ottobre al 1 Novembre

Novena a San Carlo Borromeo dal 26 Ottobre al 3 Novembre



Indice Mese di Ottobre 2019


La Riflessione Per Oggi 18 Ottobre 2019

Il Signore segue i suoi predicatori

Il nostro Signore e Salvatore, fratelli carissimi, ci ammonisce ora con la parola, ora con i fatti. A dire il vero, anche le sue azioni hanno valore di comando, perché mentre silenziosamente compie qualcosa ci fa conoscere quello che dobbiamo fare. Ecco che egli manda a due a due i discepoli a predicare, perché sono due i precetti della carità: l’amore di Dio, cioè, e l’amore del prossimo.
Il Signore manda i discepoli a due a due a predicare per indicarci tacitamente che non deve assolutamente assumersi il compito di predicare chi non ha la carità verso gli altri.
Giustamente poi è detto che «li inviò avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi» (Lc 10, 1). Il Signore infatti segue i suoi predicatori, perché la predicazione giunge prima, e solo allora il Signore viene ad abitare nella nostra anima, quando lo hanno preceduto le parole dell’annunzio, attraverso le quali la verità è accolta nella mente. Per questo dice Isaia ai medesimi predicatori: «Preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio» (Is 40, 3). E il salmista dice loro: «Spianate la strada a chi sale sul tramonto» (Sal 67, 5 volg.). Il Signore salì «sul tramonto» che fu la sua morte.
Effettivamente il Signore salì «sul tramonto» in quanto la sua morte gli servì come alto piedistallo per manifestare maggiormente la sua gloria mediante la risurrezione. Salì «sul tramonto» perché risorgendo calpestò la morte che aveva affrontato.
Noi dunque spianiamo la strada a colui che sale «sul tramonto» quando predichiamo alle vostre menti la sua gloria; perché, venendo poi egli stesso, le illumini con la presenza del suo amore.
Ascoltiamo quello che dice nell’inviare i predicatori: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe» (Mt 9, 37-38). Per una grande messe gli operai sono pochi. Di questa scarsità non possiamo parlare senza profonda tristezza, poiché vi sono persone che ascolterebbero la buona parola, ma mancano i predicatori. Ecco, il mondo è pieno di sacerdoti, e tuttavia si trova assai di rado chi lavora nella messe del Signore. Ci siamo assunti l’ufficio sacerdotale, ma non compiamo le opere che l’ufficio comporta.
Perciò riflettete attentamente, fratelli carissimi, sulla parola del Signore: «Pregate il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe». Pregate voi per noi, perché siamo in grado di operare per voi come si conviene; perché la lingua non resti inattiva dall’esortare, e il nostro silenzio non condanni, presso il giusto giudice, noi, che abbiamo assunto l’ufficio di predicatori.

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa (Om. 17, 1-3; PL 76, 1139)


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