Ascolta e Medita Ottobre 2019 Come inserire un font di Google
Vangelo Quotidiano - Vangelo del Giorno con commento - Vangelo e Preghiere

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti


Lunedì 14 ottobre 2019

Letture
Rm 1, 1–7; Sal 97
Vangelo secondo Luca (11, 29–32)

Santo del Calendario
14 Ottobre - S. Callisto I Papa e martire.

Preghiera Iniziale

Vieni, o Spirito Santo,
e da' a noi un cuore grande,
aperto alla tua silenziosa
e potente parola ispiratrice,
e chiuso ad ogni meschina ambizione;
un cuore grande e forte ad amare tutti,
a tutti servire, con tutti soffrire;
un cuore grande, forte,
solo beato di palpitare col cuore di Dio.
(Dall'invocazione allo Spirito, Paolo VI)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».




Medita

“Questa generazione è una generazione malvagia”. Gesù non pesa le parole, non cerca quelle più amabili. Anzi, in questo caso usa quelle più dure perché vuole scuotere l'indifferenza di un popolo che non accoglie la luce che Dio ha inviato, un popolo che rende gloria a Dio attraverso la liturgia ma di fatto non pratica i comandamenti. Gesù accusa Israele di non avere fede perché pretende di misurare la Parola di Dio, chiede di vedere segni eclatanti e incontrovertibili. La malvagità in questo caso non consiste nel fare il male, ma nell'essere chiusi alla luce di Dio.
A questa folla, che si accalca ma non è pronta ad accogliere la luce, e forse neppure lo desidera, Gesù annuncia: “Non vi sarà dato nessun segno”. Non sarà dato il segno che la gente chiede, un segno dal Cielo. Ne hanno già ricevuti abbastanza. Dio vuole la salvezza di ciascuno ma non vuole convincerci a tutti i costi. L'unico segno che sarà dato è quello di Giona, il profeta che, senza compiere miracoli e provvisto solo della parola inerme, percorre la città di Ninive per annunciare che Dio è stanco della loro malvagità. Gesù non chiude le porte della misericordia ma chiede a tutti di aprire il cuore alla grazia. Dio è sempre pronto a dare la luce, ma solo chi la cerca con umiltà saprà riconoscerla. Quante volte anche noi rimaniamo in attesa aspettando chissà quali segni straordinari. Oggi chiediamo la grazia di essere più docili per cogliere e custodire i più piccoli segni dell'amore di Dio.

Per Riflettere

Dai, ammettiamolo: un qualche segno grandioso vorremmo averlo tutti. Non so, una visione, un piccolo fenomeno miracoloso… Qualcosa un po' da film… Qualcosa da custodire nel cuore per rendere salda la nostra fede. Eppure, ci ricorda Gesù, la fede non ha garanzie scritte. La fede è abbandonarsi all'abbraccio del Padre.

Preghiera Finale

O Dio,
non so dove mi conduci.
Non so neppure come sarà il mio domani,
la prossima settimana o l'anno prossimo.
Ma cerco di tenere le mani aperte,
confido che tu metterai la tua mano nella mia
e mi condurrai a casa.
Grazie o Dio per il tuo amore. Grazie.
(H. J. M. Nouwen)




Novene per il Mese di Ottobre


Novena alla Beata Vergine Maria di Fatima dal 4 al 12 Ottobre

Novena a Santa Margherita Alacoque dal 7 al 15 Ottobre

Novena a Santa Orsola dal 14 al 20 Ottobre

Novena a San Giuda Taddeo dal 19 al 27 Ottobre

Novena a tutti i Santi dal 23 al 31 Ottobre

Novena per le anime del Purgatorio dal 24 Ottobre al 1 Novembre

Novena a San Carlo Borromeo dal 26 Ottobre al 3 Novembre



Indice Mese di Ottobre 2019


La Riflessione Per Oggi 14 Ottobre 2019

La partecipazione al corpo e al sangue di Cristo ci santifica

Nell'offerta del sacrificio si compie ciò che prescrisse lo stesso Salvatore, come testimoniato anche da Paolo. Ecco quanto dice l'Apostolo: «Il Signore Gesù nella notte in cui veniva tradito prese il pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: Questo è il mio corpo che è per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finchè egli venga» (1 Cor 11, 23-26).
Perciò il sacrificio viene offerto perchè venga annunziata la morte del Signore e si faccia memoria di lui, che per noi ha dato la sua vita. Egli stesso poi dice: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Cristo è morto per noi. Perciò quando facciamo memoria della sua morte, durante il sacrificio, invochiamo la venuta dello Spirito Santo quale dono di amore. La nostra preghiera chiede quello stesso amore per cui Cristo si è degnato di essere crocifisso per noi. Anche noi, mediante la grazia dello Spirito Santo, possiamo essere crocifissi al mondo e il mondo a noi. Siamo invitati ad imitare Cristo. Egli, per quanto riguarda la sua morte, morì al peccato una volta per tutte; ora invece, per il fatto che vive, vive per Dio. Così anche noi consideriamoci morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù (cfr. Rm 6, 10-11). «Camminiamo in una vita nuova» (Rm 6, 4) mediante il dono dell'amore.
«Infatti l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). Noi partecipiamo al corpo e al sangue del Signore, noi mangiamo il suo pane e beviamo il calice. Perciò dobbiamo morire al mondo e condurre una vita nascosta con Cristo in Dio e crocifiggere la nostra carne con i suoi vizi e le sue concupiscenze (cfr. Col 3, 3; Gal 5, 24).
Tutti i fedeli che amano Dio e il prossimo, anche se non bevono il calice della passione corporale, bevono tuttavia il calice dell'amore del Signore. Inebriati da esso, mortificano le loro membra e, avendo rivestito il Signore Gesù Cristo, non si danno pensiero dei desideri della carne e non fissano lo sguardo sulle cose che si vedono, ma su quelle che non si vedono. Così chi beve al calice del Signore custodisce la santa carità, senza la quale nulla giova, neppure il dare il proprio corpo alle fiamme. Per il dono della carità poi ci viene dato di essere veramente quello che misticamente celebriamo in modo sacramentale nel sacrificio.

Dal trattato «Contro Fabiano» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo (Cap. 28, 16-19; CCL 91 A, 813-814)


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ENZO BIANCHI - 27 gennaio 2004, Giornata della Memoria - Prima edizione BUR Saggi: marzo 2004

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