Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLEDÌ 22 Ottobre 2008
Vangelo Secondo Luca (12,39-48)
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate".
Allora Pietro disse: "Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?".
Il Signore rispose: "Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Barbara Pandolfi
 


Medita


"Questo lo dici anche per noi?"
Certo il discepolo può essere tentato, talvolta, di pensare che certe parole di Gesù non sono per lui. Quasi che lui avesse capito e riuscisse a vivere.
È significativo che proprio sul tema della vigilanza, Pietro ponga questa domanda a Gesù.
La risposta di Gesù è chiara: proprio quel servo che ha conosciuto il Padrone e la sua volontà è più responsabile.
Perché a chi fu dato molto sarà richiesto molto. Perciò nessun giudizio può esistere per i suoi discepoli nei confronti degli altri.

Consapevoli di aver ricevuto tanto, i discepoli sono chiamati a dare una risposta al Signore. È una risposta profonda, del cuore e della vita, in una relazione che non è quella del servo, ma dell'amico. Una risposta che richiede vigilanza e continuità nel tempo, in un tempo di attesa che può essere anche lungo, ma non può mai diventare inoperoso. È solo così che la casa del nostro cuore non sarà scassinata.



Per Riflettere
 
Cosa ho ricevuto da Dio?
Di cosa sono chiamato a rendere conto?




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