Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLEDÌ 8 Ottobre 2008
Vangelo secondo Luca (11,1-4)
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Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: "Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli".

Ed egli disse loro: "Quando pregate, dite:

Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione".



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Barbara Pandolfi
 


Medita


La preghiera. Possiamo titolare così i brani che oggi e domani la liturgia ci presenta. Secondo questo testo lucano la domanda dei discepoli nasce dall'osservare Gesù che prega. Sembra essere una tradizione che il maestro insegni ai suoi a pregare. La preghiera che Gesù insegna non è, prima di tutto, un testo, ma uno stile di rivolgersi a Dio. Ancora di più: indica una relazione forte, dentro la quale è da vivere al preghiera. "Padre" è, infatti, la parola che apre il testo e che indica tutto l'orizzonte di grandezza e di novità che Gesù presenta ai suoi discepoli.
Questa parola richiama, infatti, l'originalità della sua relazione con Dio. È in questa relazione che Egli inserisce anche i discepoli e li invita ad aprirsi con fiducia e amore a un Dio che è "Abbà" verso il quale è inutile moltiplicare parole perché sa già di cosa abbiamo bisogno.

Il testo del "Padre nostro" di Luca è essenziale. Potremmo dire che quella di Gesù presenta a i discepoli sia una preghiera "veloce". In realtà essa coinvolge tutta la vita del discepolo e ripercorre i temi centrali di tutto il Vangelo.
Questa preghiera è per il discepolo di Gesù l'espressione della sua identità.



Per Riflettere
 
Rileggendo con calma il testo lucano del "Padre nostro", quale parola ti invita oggi alla riflessione ed alla preghiera?




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