Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



DOMENICA 5 Ottobre 2008
XXVII Domenica Tempo Ordinario
Vangelo Secondo Matteo (15,1-3.10-14)
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In quel tempo, Ges¨ disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: "Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piant˛ una vigna e la circond˛ con una siepe, vi scav˛ un frantoio, vi costruý una torre, poi l'affid˛ a dei vignaioli e se ne and˛.
Quando fu il tempo dei frutti, mand˛ i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. Di nuovo mand˛ altri servi pi¨ numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mand˛ loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sÚ: Costui Ŕ l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'ereditÓ. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
Quando dunque verrÓ il padrone della vigna che farÓ a quei vignaioli?". Gli rispondono: "FarÓ morire miseramente quei malvagi e darÓ la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo".
E Ges¨ disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che i costruttori hanno scartata Ŕ diventata testata d'angolo; dal Signore Ŕ stato fatto questo ed Ŕ mirabile agli occhi nostri"?
Perci˛ io vi dico: vi sarÓ tolto il regno di Dio e sarÓ dato a un popolo che lo farÓ fruttificare".



Il mese di agosto Ŕ stato interamente curato da: Barbara Pandolfi
 


Medita


╚ a questo contesto antico testamentario che il brano ci riporta, introducendo la parabola con la veloce descrizione del lavoro del padrone. Ma in questo caso l'accento non Ŕ sulla vigna che non produce frutto, ma sui contadini a cui la vigna Ŕ affidata.
A loro Ŕ chiesto di consegnare il frutto della vigna, ma essi pensano solo a se stessi, al loro interesse, al loro guadagno, fini ad uccidere "il figlio", Ges¨ venuto a raccogliere il suo popolo.
╚ lui la pietra scartata che diventa, per˛, la pietra su cui costruire il fondamento vero.
La denuncia Ŕ forte, le conseguenze anche.
╚ necessario riconoscere per chi si lavora e servire sempre, senza mai sentirci padroni.

La parabola non Ŕ certamente solo una lettura di ci˛ che Ŕ avvenuto, una riflessione sul rifiuto e sulla condanna subita da Ges¨.
Essa Ŕ Parola di Dio per noi, a cui Ŕ affidato il lavoro nella vigna del Signore (Mt 20,1). Quando arrivano i frutti, ci dobbiamo ricordare di offrirli al Signore ripercorrendo, come ricorda il testo di Deut 26,5 ss, la sua scelta di amore noi e riconoscendo che tutto Ŕ dono suo da restituirgli nel servizio e nella lode. ╚ il messaggio chiaro che riceve il credente, chiamato a evangelizzare e servire.
Se cosý non avviene la conclusione Ŕ forte anche per noi: la vigna ci sarÓ tolta e data ad altri.



Per Riflettere
 
Nella missione che ci Ŕ affidata ci sentiamo servi o padroni? E cosa significa per noi essere servi?




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