Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Novembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Gigi Avanti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Venerdì 18 novembre 2016
Ap 10, 8-11; Sal 118
Vangelo secondo Luca (19, 45-48)
Dedicazione delle basiliche
dei santi Pietro e Paolo


Preghiera Iniziale


Ti chiedo, o Signore,
di porre molta attenzione
alle tue sobrie ed essenziali parole
in modo tale che la mia mente
non monti mai in superbia
e il mio cuore non si indurisca mai.


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: "Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera". Voi invece ne avete fatto un covo di ladri".
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell'ascoltarlo.




Medita


Il brano di oggi ci ripropone il dettaglio dello sfogo sdegnato di Gesù nei riguardi del comportamento di alcuni al tempio: un comportamento non in linea con quanto invece dovrebbe accadere in un tempio, un comportamento illecito, disgustoso, incongruo.
Facile andare col pensiero a quanti altri comportamenti sarebbero da evitare quando si entra in un tempio, a quanti altri comportamenti sarebbero da evitare quando, anche oggi, si entra in chiesa...
Cosa dire infatti dei comportamenti distratti, abitudinari, scarsamente attenti alla liturgia del giorno?
Cosa dire dei comportamenti rassegnati, più tendenti a che le liturgie celebrate finiscano presto perché si ha altro da fare, che non visceralmente partecipi a quello che si sta già facendo?
Il brano continua poi con un'altra pennellata dalle tinte fosche. A fronte di Gesù che "insegnava ogni giorno" tranquillamente nel tempio, troviamo "i capi dei sacerdoti, gli scribi e i capi del popolo" malvagiamente intenzionati a far fuori Gesù.
Che contrasto tra la serenità di Gesù e la protervia dei capi!
Che differenza tra questa protervia dei capi e lo stato d'animo del popolo che "pendeva dalle labbra" di Gesù per ascoltarlo.
Sembrano delineate due modalità d rapporto con la Verità, quella di coloro che non la vogliono proprio ammettere e quella di coloro (e sono i più) che se ne lasciano conquistare.
L'accesso alla Verità (che è Gesù) viene sempre ostacolata dalla durezza di cuore e dalla superbia della mente, laddove invece viene facilitato dalla mitezza e umiltà dell'anima.
La superbia della mente e la durezza del cuore finiscono poi per non avvertire più il fascino della Verità.
È la tracotanza dell'io che arriva a negare Dio.
"La vita dipende da due o tre sì e da due o tre no pronunciati dai 15 ai 20 anni" leggevo nel tempo della mia adolescenza.
Dire di sì al proprio io comporta di dire no a Dio, dire di sì a Satana comporta tragicamente di dire di no a Gesù, dire di sì all'amor proprio comporta di dire di no all'Amore... Occorre ribaltare tale aut aut, semplicemente perché richiesto dall'operazione salvezza.
Curioso constatare che chi dice di no a Dio, a Gesù, all'Amore si trovi poi a non sapere più cosa fare... fino a pensare di "uccidere" Gesù (che l'Amore incarnato di Dio).
Che ne dite di "uccidere" invece il proprio ingombrante io?




Per Riflettere


"Il diavolo permette l'orgoglio, il buon Dio no: ecco perché il diavolo è così forte". (L. Veuillot)

Concedimi, o Signore, di mettermi sempre nella condizione
di saperti ascoltare tenendo a bada l'insidia diabolica dell'orgoglio,
della superbia che mi condurrebbe inesorabilmente
ad ascoltare di più il mio io.






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