Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Novembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Gigi Avanti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Giovedì 3 novembre 2016
Fil 3, 3-8a; Sal 104
Vangelo secondo Luca (15, 1-10)
Salterio: terza settimana



Preghiera Iniziale


Ti chiedo, o Signore, di fare in modo
che quando mi avvicino a te lo faccia esclusivamente
per ascoltarti ad anima semplice
e a mente spoglia da sospetti,
pregiudizi, recriminazioni, critiche
che non mi permetterebbero di ascoltarti veramente.


Ascolta Vangelo


In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: "Costui accoglie i peccatori e mangia con loro".
Ed egli disse loro questa parabola: "Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte".




Medita


Il genere umano si può dividere i due categorie di persone... in ricchi e poveri, in VIP (persona veramente importante) e in NIP (persona non importante), in colti e ignoranti... Ma le due categorie indicate dal brano di oggi sono un po' singolari, e sono quella del "pubblicani e peccatori" e quella degli "scribi e farisei". E l'evangelista Luca sottolinea delicatamente il diverso modo di approcciare il "problema religioso"... e, nella fattispecie, il diverso modo di avvicinarsi a Gesù da parte della gente comune (mal giudicata dall'altra categoria) e quella da parte dei saputoni (che si autogiudicano gente perbene).
I primi vanno da Gesù per ascoltarlo, i secondi per mormorare e criticare. Potrei dire, paradossalmente parlando, che le due categoria condividono il comune denominatore dell'ignoranza (nel senso etimologico della parola), ma si differenziano per la natura diversa della medesima, l'ignoranza spaesata e autentica dei peccatori e quella spocchiosa degli scribi e farisei. E Gesù, nella sua risposta a tutte e due le categorie di persone (gli ignoranti e i diversamente ignoranti...) esordisce magistralmente con un dolcissimo rimprovero confezionato, come suo solito e come costume culturale degli ebrei, in forma di domanda nei riguardi dei "diversamente ignoranti spocchiosi".
Gesù confeziona due storielle, due situazioni di vita reale dalle quali non è difficile ricavare la autogiustificazione di Gesù per il suo comportamento benevolo nei riguardi degli sbandati della vita e degli smarriti dell'esistenza.
Cosa farebbe chi si accorgesse di aver perso qualcosa di importante? Qui non c'è di mezzo una pecora smarrita o un pacco di denaro volatilizzato, ma una persona.
E Gesù, sullo smarrimento o la perdita di una persona (peccatore o peccatore spocchioso che si tratti...) non si fermerebbe certo a recriminare sulle cause della perdita o a imbastire tavole rotonde e convegni per individuarne le ragioni profonde, né tantomeno punterebbe il dito contro chi si è smarrito facendolo sentire in colpa.
Gesù, lo va a cercare, parte dal presente per guardare al futuro, non fa piagnistei sul passato del peccatore. Anzi rincara la dose dicendo: "Vi è più gioia in cielo per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti non bisognosi di conversione".
Splendido attribuire al peccatore e non al Suo essere andato a cercarlo, la decisione di convertirsi... Ma, si sa, Gesù è mite e umile di cuore.
Cosa farcene della nostra spocchiosità?





Per Riflettere


L'ignoranza è peggiore della cattiveria.

Ti ringrazio, o Signore, per la predilezione
che hai per i poveracci della vita
e ti ringrazio anche per tutte quelle volte
che sei venuto a cercarmi quando ero smarrito
nella giungla delle tante cose da fare
che nulla hanno a che fare con la causa del tuo Regno.






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