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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento




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DOMENICA 20 Novembre 2011
XXXIV domenica del Tempo Ordinario
Vangelo secondo Matteo (25, 31-46)


Questo Mese è stato interamente curato da
Silvia Nannipieri



Ascolta


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.









Medita


La Chiesa in questa ultima domenica dell'Anno liturgico celebra la Festa di Cristo Re e ci propone di meditare su questa pagina di Vangelo così luminosa e così terribile al tempo stesso. Contempliamo la realtà ultima, il ritorno del Messia, il Suo Regno per sempre. Quanti affreschi, quanti dipinti ci vengono in mente quando pensiamo al Giudizio Universale, a partire da quello grandioso del nostro Camposanto Monumentale. Immagini colorate, contorte, supplizi pittoreschi, pene fantasiose di dantesca memoria. Quale contrasto con le parole di Matteo, limpide, lineari, universali. Una sintesi chiara e inequivocabile di ciò che è essenziale agli occhi di Dio.
Nel luogo più significativo della memoria della Shoah, il Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, accanto al monumento che ricorda le vittime ebraiche della barbarie nazista, vi è un altro spazio commemorativo dedicato ai loro salvatori. Sulla base di una legge approvata dal parlamento israeliano del 1953, a costoro viene assegnato il titolo di "Giusto tra le Nazioni" e viene piantato un albero nel "Giardino dei Giusti", sia come gesto di gratitudine, sia per testimoniare che la memoria del Male non deve essere disgiunta da quella del Bene, entrambi concepiti e attuati in circostanze estreme.
Ma il significato di questa foresta simbolica va ben oltre. Indica che è comunque sempre possibile per tutti gli esseri umani ribellarsi alla deriva del Male. Serve da monito per le future generazioni, come parametro morale ed esempio di resistenza non solo collettiva, ma anche individuale. Per questo sulla medaglia consegnata ai "Giusti tra le Nazioni" è incisa la frase del Talmud: "Chiunque salva una vita, salva il mondo intero". Anche pochi uomini giusti sono in grado di salvare l'intera famiglia umana.



Per Riflettere



Su che cosa noi e tutti gli altri abitanti della Terra saremo giudicati? “E saranno riunite davanti a Lui tutte le genti.
Allora il Re dirà: Venite, benedetti, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare... E se ne andranno i giusti alla vita eterna.”








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