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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento




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SABATO 12 Novembre 2011
Vangelo secondo Luca (18,1-8)


Questo Mese è stato interamente curato da
Silvia Nannipieri



Ascolta


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».









Medita


Il tema del diritto del povero calpestato, nonostante tutti gli appelli della Torah, da un Giudice ingiusto appartiene al repertorio delle denunce profetiche. Questa parabola che presenta dunque una scena classica dell’Antico Testamento si trova solo in Luca e viene usata per sottolineare la necessità di una preghiera incessante, di pregare con la vita stessa e, al contempo per rassicurare la comunità cristiana preoccupata di fronte al ritardo della parusia

Nel tempo dell’attesa gli eletti devono invece continuare a gridare giorno e notte per ottenere che Dio faccia loro giustizia, anche se ciò avverrà solo quando Dio lo crederà opportuno. La loro preghiera ha dunque come oggetto la venuta finale del regno di Dio, inteso come un regno di giustizia e di pace per tutta l’umanità. Con la preghiera insistente si deve chiedere a Dio che questa giustizia escatologica sia già anticipata nell’oggi, diventando una dimensione costante della vita comunitaria e un segno dei tempi nuovi inaugurati da Cristo. Ciò implica naturalmente un impegno personale perché tale giustizia si attui veramente. Secondo Luca il tempo che separa la seconda dalla prima venuta di Gesù deve essere il tempo dell’annunzio evangelico a tutte le genti. La parabola del giudice e della vedova mette in luce come questo annunzio avvenga soprattutto mediante l’impegno perché tutti abbiano ciò che loro compete all’interno di rapporti vicendevoli ispirati a solidarietà e condivisione.



Per Riflettere



Quanto siamo capaci di costanza e di autodisciplina nei nostri impegni?








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