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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





SABATO 7 Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (16,9-15)
   



Ascolta


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona". I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. Egli disse: "Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio".




Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il primo versetto che la liturgia ci presenta, oggi, ci offre una chiave di lettura sul testo che abbiamo meditato ieri. Ma nella divisione del testo scelta dalla chiesa, l'accento è posto oggi sulla fedeltà del discepolo. Una fedeltà che si misura anche sull'uso delle ricchezze, riprendendo un tema caro all'evangelista Luca. Il discepolo, a servizio del Regno, è posto, così, chiaramente di fronte a una scelta: o Dio o mammona. Il contrasto appare ancora più forte se pensiamo che al tempo di Gesù la ricchezza era considerata uno dei segni della benedizione e del favore di Dio. In questo senso i farisei "sono attaccati al denaro" , come segno che credono di aver compreso di Dio e si beffano di Gesù, chiusi ad ogni interpretazione nuova che sconvolga i loro schemi.

Certo nessuno di noi si "beffa" di Gesù a parole, eppure il tema del testo evangelico di oggi è un testo esigente, che ci chiama in causa nel nostro rapporto con l'uso dei beni, con la ricchezza esteriore e interiore. Se siamo sinceri, forse, dobbiamo ammettere che il denaro, il benessere materiale, esercita su di noi un certo potere, rimane una tentazione. Forse anche noi siamo tentati di pensare che Dio debba far andare bene le cose per quelli che cercano di servirlo. Nel contesto della cultura odierna e di fronte alla povertà di tanti fratelli e sorelle e di interi popoli non possiamo forse, esimerci da una riflessione ulteriore sul testo biblico e sulla nostra vita. Dio conosce i nostri cuori, lui che ci scruta fino in fondo, non per giudicarci, ma per chiamarci a conversione.



Per Riflettere

Come mettiamo i nostri beni, le nostre risorse a servizio del Regno?

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