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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MERCOLEDÌ 4 Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (14,25-33)
   



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In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo".



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il brano è la continuazione del testo della liturgia di ieri. Qui sembra, quasi, che Gesù non sia interessato al fatto che molta gente vada con lui e vuole essere chiaro nell'indicare quali sono le esigenze del seguirlo. Non ci sono sconti, non possono nascere false illusioni.
Gesù insegna con parabole e "sentenze", frasi incisive e immagini chiare.
Seguirlo significa lasciare e accogliere. Lasciare la sicurezza del proprio "clan", superare i limiti di una parentela solo biologica per accogliere nuovi legami tra coloro che sono discepoli.
Rinunciare e tutti i beni, anche alla stessa vita per metterci con tutte le forze, il cuore, la mente, cioè con la vita, tutta intera, al servizio del Regno, accogliendo di partecipare al destino del Maestro e di essere con lui.

Gesù ci appare, nel testo di oggi, duro, esigente, radicale. Tra le righe di questa pagina evangelica traspare, però, un cammino straordinario tra e con i piccoli, un cammino di speranza e di fedeltà fino alla morte, un cammino di relazioni vere e forti. Sono mete alte come costruire una torre o vincere una battaglia, eppure, proprio per questo, si intuisce il senso di pienezza che la vita assume nella sequela di Gesù.
Sono comunque mete che non ci portano fuori dalla nostra vita, anzi ci spingono ad assumerla con sempre maggior consapevolezza e creatività.





Per Riflettere

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