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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





LUNEDÌ 2 Novembre 2009
Vangelo secondo Giovanni (6,37-40)
   



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"Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno".




Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il testo di oggi si colloca in un contesto molto ampio: il discorso di Gesù sul pane del cielo, che occupa tutto il capitolo 6 di Giovanni e finisce col rifiuto, di molti dei presenti, verso Gesù.
Il brano liturgico evidenzia come la cosa fondamentale per l'uomo sia venire a Gesù. Prima che questo avvenga, però, c'è l'opera di Dio, il suo dono, il suo progetto.
Tutto ciò che il Padre dà, verrà al Figlio e da lui e in lui avrà la vita eterna.
È in questo movimento divino, possiamo dire trinitario, che si sviluppa la vita cristiana, la vita del credente, poiché la fede è dono e grazia, ma è anche risposta e decisione dell'uomo, perché il Signore ci tratta da persone libere.
Vedere il Figlio è vedere Gesù, la sua vita, la sua carne, la sua umanità. Chi non accoglie questa sconvolgente verità potrà crearsi una religione spiritualistica, fuggire il mondo, avere visioni...ma non è cristiano. Proprio chi vede Gesù, infatti, vede il Padre, il Dio invisibile che l'uomo instancabilmente cerca: "il tuo volto Signore io cerco; mostrami il tuo volto ".
La fede è accogliere questo scandalo: riconoscere nei volti umani, nei segni del mondo, nelle vicende della storia, nei limiti nostri e dei fratelli ... il volto e la presenza di Dio. Se questo sguardo sapienziale, capace di penetrare la realtà, è dono di Dio, l'uomo è chiamato ad accoglierlo, meditando la Parola e contemplando la vita. È qui il fondamento della vita eterna, vita nella comunione con Dio, con l'umanità, col creato.




Per Riflettere

Siamo pellegrini alla ricerca del volto di Dio.
Cosa significa per me, nella mia vita, contemplazione?
Quale ricordo ho delle persone care che ci hanno lasciato? Quale speranza?

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