Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



SABATO 22 Novembre 2008
Vangelo secondo Luca (20,27-40)
 


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In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda: "Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie".
Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui".
Dissero allora alcuni scribi: "Maestro, hai parlato bene". E non osavano più fargli alcuna domanda.



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


Medita


In questo episodio sono i sadducei che mettono alla prova Gesù. A differenza dei farisei che credevano alla resurrezione dei morti, i sadducei la negavano. Per questo cercano il pretesto per interrogare Gesù.
Ma il Signore supera le loro idee ristrette e sempliciotte: la resurrezione non è uno stato che rispecchia le leggi del mondo, è una condizione nuova: la condizione dei figli di Dio.

"Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono in lui".
Dio è eternità e perciò è vita! Noi veniamo creati da lui a sua immagine e somiglianza e per questo creati per la Vita. Quello che dobbiamo capire è che la Vera Vita non ha niente in comune con la vita del mondo. Come esseri mortali dobbiamo fare i conti con il dolore, con la tristezza e infine con la morte corporale, ma in noi c'è lo Spirito di Dio che non muore mai, che ritorna a lui e che ci è stato donato per gustare l'immortalità del suo regno.



Per Riflettere
 

"Credo la resurrezione dei morti, e la vita del mondo che verrà" (professione di fede)





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