Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLEDÌ 12 Novembre 2008
Vangelo secondo Luca (17,11-19)
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Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di noi!".
Appena li vide, Gesù disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". E gli disse: "Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!".



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


Medita


"Appena li vide". L'amore di Gesù non pone tempo in mezzo, quando i lebbrosi lo supplicano, il suo cuore è già pronto per esaudirli e sanarli.
Il Signore guarda e ascolta con misericordia la gente che lo cerca, che lo avvicina, non lascia mai nessuno inesaudito.
Ma la cosa più importante che questo episodio ci vuol far capire, è la bellezza del ringraziamento. Il samaritano (uomo peccatore e quindi impuro secondo il concetto ebraico), è l'unico che torna a gettarsi ai piedi di Gesù lodando la sua opera, ecco perché egli è guarito e salvato dalla sua fede, perché non sempre guarire nel corpo vuol dire ottenere la salvezza dell'anima.

Nella nostra società diventa ogni giorno più difficile dire "grazie", saper essere grati e riconoscenti verso i nostri fratelli, spesso anche verso i nostri cari.
Sembra che tutto ci sia dovuto, che tutto ci debba essere dato.
Questo atteggiamento lo rivolgiamo molte volte anche verso Dio, come se le nostre richieste implicitamente sottintendessero l'obbligo di essere esaudite: "Ma come, se tu, Dio, sei buono, perché non ci esaudisci?"
Eppure Dio ci risponde sempre e guarisce soprattutto interiormente, ma non agisce secondo le strutture del mondo, segue altre vie, quelle realizzano veramente il nostro bene. Siamo noi che non vogliamo accorgercene e che, per questo, ci dimentichiamo di ringraziarlo.



Per Riflettere
 

Quanto ci è difficile dire grazie anche per un semplice gesto quotidiano?





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