Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



LUNEDÌ 10 Novembre 2008
Vangelo secondo Luca ( 17,1-6)
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. E' meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai".

Gli apostoli dissero al Signore: "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di sènapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe".



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


Medita


Gesù riconosce la fragilità della condizione umana, ma non la condanna senza possibilità di appello.
Lo scandalo, cioè il peccato, è tremendo se porta danno verso i più piccoli, cioè gli umili, gli indifesi, gli innocenti. Ma non si deve pensare che non ci sia possibilità di perdono. Come Dio è fonte di infinità misericordia, così noi, imperfetti e peccatori, dobbiamo saper essere misericordiosi verso gli altri, sempre, anche nel perdono più difficile. Questo è il modo per aumentare la nostra fede.

Nessuno può scagliare la prima pietra, perché nessuno è senza peccato.
Questa è la nostra condizione di creature: gli errori sono parte del nostro essere, sono macigni che spesso ci cadono e non facciamo niente per evitarli. Ma il peccato non è l'ultima e definitiva parola, il peccato è sì fonte di dolore, ma può diventare anche fonte di rinascita e di cambiamento.
La misericordia che Dio ci ha insegnato, dobbiamo saperla usare verso noi stessi e verso gli altri.



Per Riflettere
 

Sai essere misericordioso con il cuore e non solo a parole?





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