Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



GIOVEDÌ 6 Novembre 2008
Vangelo secondo Luca (15,1-10)
Passa Parola  
 


Ascolta


In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: "Costui riceve i peccatori e mangia con loro".
Allora egli disse loro questa parabola: "Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte".



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


Medita


Per i farisei e gli scribi, Gesù è continuamente uno scandalo. Senza guardare alle norme di purità ebraiche, siede a tavola con i peccatori, mangia con loro, parla con loro e crea un legame di amicizia.
I farisei mormorano, cospirano, ma niente confonde il Maestro, anzi anche questo ha la funzione di spiegare, ancora una volta, il senso vero e profondo della sua missione. E Gesù lo fa con le due piccole parabole che richiamano la riflessione sull'amore di Dio, sulla sua "testardaggine" nel voler ritrovare ciò che è perduto, sulla sua incapacità di rassegnarsi finchè tutti e tutto non siano di nuovo con lui.

"Felice colpa che meritò di avere un così grande redentore" (Preconio pasquale)
Non è certo un merito essere peccatori: Dio ci chiama alla santità e quindi a fuggire il peccato. Ma ciò che ci consola è la consapevolezza che, anche quando non riusciamo a vincere il peccato, Dio lo vince per noi e ci riprende per mano, ci richiama sulla retta via, per una continua conversione.



Per Riflettere
 

Soprattutto quando siamo come la pecora smarrita, lasciamoci ritrovare dal Signore affinchè ci riporti nel suo ovile.





Home Page