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Doni Dello Spirito Santo Scritti di Don Divo BarsottiI DONI DELLO SPIRITO SANTO. Alcuni Scritti di Don Divo Barsotti - Testo Integrale

L'azione dello Spirito Santo si manifesta a noi, ed è garantita dal fatto che lo Spirito Santo è creatore, perciò dilata la nostra anima, dona alla nostra anima di seguire un cammino di fedeltà, dona alla nostra anima la pace.

Ascolta e Medita Marzo 2017- Questo mese è stato curato da: Maria Concetta e Maurizio Pratelli Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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Domenica 19 marzo 2017
Es 17, 3-7; Sal 94; Rm 5, 1-2.5-8
Salterio: terza settimana
Vangelo secondo Giovanni (4, 5-42)


Preghiera Iniziale

Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.
Perché grande Dio è il Signore: nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti, suo è il mare, è lui che l'ha fatto,
le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti:
se ascoltaste oggi la sua voce!
(Salmo 94)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».




Medita


Il tema dell'acqua, importantissimo in questo brano del vangelo di Giovanni, non è l'unico al quale possiamo riferirci. Gesù appare in tutta la sua umanità: è stanco e ha fame, tanto da sedersi a riposare in attesa che i suoi discepoli facciano provviste. Ancora una volta Gesù sta attraversando la Samaria, territorio che i giudei preferivano evitare allungando il cammino fra la Galilea e la Giudea passando piuttosto per la Decapoli, al di là del Giordano. Nei vangeli sembra che Gesù, invece, ci passi apposta, proprio per incontrare i samaritani, considerati impuri dai giudei per il loro sincretismo religioso, ed è fra loro che incontra l'unico dei dieci lebbrosi sanati capace di tornare indietro a ringraziare; fra loro sceglie un uomo che diventa per tutti l'esempio di “prossimo”, in Samaria ardisce parlare con una donna al pozzo! In questo anno in cui l'invito pastorale è quello di uscire, dopo essere passati attraverso la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, questo appare come un grande esempio da seguire, quello di non restare fra noi a ripeterci che Gesù è sempre presente e ci ama. Paradossalmente, egli chiede per offrire, si mostra assetato per dissetare, dimostra di conoscere la donna perché lei possa riconoscerlo. La conversione della donna mi appare evidente in poche parole quasi invisibili nel testo: dopo aver detto “Dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”, la donna “lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?»”.


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio


Per Riflettere

La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (Rm 5, 5)

A te che fai scorrere fiumi nella steppa
e zampillare acqua dalla roccia,
a te che fai passare a piedi il mare e liberi lo schiavo,
a te, Signore, affido tutta questa aridità,
la vita che ho passato, la fatica,
anche il rimpianto di ciò che non ho mai avuto…
A te, profeta sconosciuto, che chiedi a me di bere (ad una donna!),
mi prostro porgendoti la brocca, insieme a tutta la mia incredulità.







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Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato

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