Anno Giubileo Della Misericordia di Dio
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Il Santo del Calendario:



Questo mese è stato curato da:

Caterina Guidi

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Venerdì 25 marzo 2016
Vangelo secondo Giovanni (18, 1-19, 42)
Is 52, 13-53, 12; Sal 30; Eb 4, 14-16;5, 7-9
Venerdì Santo




















Servizio Santa Messa


Teche Porta Ostie

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Camici Per Sacerdote - Ministri Straordinari dell'Eucaristia - Accoliti

Camici Per Sacerdote Ministri Straordinari dell'Eucaristia e Accoliti




Icone Originali Greche
Preghiera Iniziale


Il Signore degli eserciti strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto;
la condizione disonorevole del suo popolo
farà scomparire da tutto il paese,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse;
questi è il Signore in cui abbiamo sperato».
(Isaia 25, 7-9)

Ascolta


Riportiamo solo uno breve pezzo della Passione secondo Giovanni

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.




Medita


Il Venerdì Santo è il giorno dello “scandalo”. La croce, in un certo senso, è uno scandalo, non solo per i Giudei, come Paolo suggerisce nella prima lettera ai Corinzi. È uno scandalo anche per noi, che non sappiamo parlarne se non alla luce della Speranza—a volte un po' vaga—della Domenica di Pasqua che si avvicina. Se dovessimo fermarci al Venerdì Santo, ogni nostra parola diventerebbe inutile. Eppure nella vita tutti sperimentiamo qualche “Venerdì Santo” personale; abbiamo tanta confidenza con il dolore ma cerchiamo di esorcizzarlo, di cacciarlo nel fondo della nostra esistenza e di distrarci. La nostra incapacità di gestire il dolore, di parlarne, di consolare altri che soffrono… viene proprio da questo: quando Gesù abbraccia la croce e ci chiede di fare altrettanto, noi abbiamo automaticamente l'impressione di un Messia rassegnato che ci invita alla rassegnazione e alla passività, anziché quella di un Messia salvatore e vincitore, che ci invita a farci salvare e a cambiare la prospettiva della nostra vita, proprio nel momento stesso della sofferenza e dell'abbandono.


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video
I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio


Per Riflettere

Non cercare di non soffrire né di soffrire di meno, ma di non essere sconvolto dalla sofferenza. La suprema grandezza del Cristianesimo viene dal fatto che esso non cerca un rimedio soprannaturale contro la sofferenza, ma un uso soprannaturale della sofferenza. (Simone Weil)








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