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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18) Il Vangelo di ogni giorno con il commento
 

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Martedì 26 marzo 2013
Martedì santo
Vangelo secondo Giovanni (13, 21-33.36-38)


Questo numero è stato curato da: Andrea e Paola Bonaccorsi , Maurizio Guidato e Giovanni Mascellani

Arcidiocesi di Pisa
Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Ascolta


In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».










Medita


Nel vangelo di Giovanni la figura di Giuda è fin dall’inizio presentata come ispirata dal male. Al termine del discorso sul pane di vita (Gv 6, 71) Gesù dice ai discepoli: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo! Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici”. E nell’episodio dell’unzione di Betania proclamato ieri nella liturgia è Giuda (non genericamente i discepoli, come in Matteo e Marco) a protestare per la spesa eccessiva per l’unguento profumato. All’inizio del capitolo Giovanni aveva notato che “già il diavolo aveva messo in mente a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo” (13, 2). Nell’episodio della cena, infine, Giuda riceve da Gesù un boccone intinto, cioè arriva a violare, tradendo il suo commensale, le norme sacre della convivialità.
Qui Giovanni porta al culmine la tragedia di Giuda, notando che quando esce dal cenacolo è “notte” (13, 30). La notte è con ogni evidenza immagine delle tenebre del male, dell’oscurità in cui opera il maligno. Ma al di là della vicenda personale di Giuda, a Giovanni preme mettere in scena lo scontro tra la luce e le tenebre, tra l’ora di Gesù, inviato dal Padre per salvare il mondo, e il fronte del rifiuto. Di lì a breve, nella notte della cattura, il fronte del rifiuto vedrà operare insieme il discepolo che tradisce con il bacio, il potere militare di Roma (“un distaccamento di soldati e di guardie”) e l’autorità religiosa di Israele: nella visione di Giovanni tutto il mondo si dà convegno per opporsi a Gesù.


Per Riflettere



Offrendo il boccone intinto a Giuda Gesù fa un gesto estremo di amore, per convincerlo a tornare indietro e non tradire. Giuda non mangia il boccone, rifiuta il gesto di comunione. Abbiamo mai fatto l’esperienza dolorosa del rifiuto del bene? Come abbiamo reagito?




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