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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18) Il Vangelo di ogni giorno con il commento
 

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Domenica 10 marzo 2013
Vangelo secondo Luca (15,1-3.11-32)


Questo numero è stato curato da: Andrea e Paola Bonaccorsi , Maurizio Guidato e Giovanni Mascellani

Arcidiocesi di Pisa
Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Ascolta


In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».










Medita


La legge mosaica non era tenera con i figli ribelli. Afferma il libro del Deuteronomio: «Se un uomo avrà un figlio testardo che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: “Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è un ingordo e un ubriacone”. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà». (Dt 21,18-21).
Gesù mostra un padre che si comporta in modo del tutto diverso con un figlio che certamente non è meno ribelle e testardo, ingordo e ubriacone di quello descritto dalla legge. Anzi, un figlio che prosciugherà tutti i beni del padre nel vizio e nella lussuria. Ebbene, il padre gli cede senza discutere la sua parte di eredità, lo lascia andare, poi sta in pensiero per lui per tutto il tempo della sua assenza, al punto che quando lui torna lo trova a scrutare l’orizzonte per vedere se torna. E quando il figlio finalmente ritorna gli corre incontro, gli salta al collo, non gli lascia il tempo di finire la propria accusa ma lo bacia teneramente e organizza per lui una festa magnifica.



Per Riflettere



In questa parabola Gesù rivela i sentimenti, le sofferenze e le azioni del Padre suo. Rileggiamo a uno a uno i verbi riferiti al Padre.




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