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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MERCOLEDÌ 17 Marzo 2010
Vangelo secondo Giovanni (5,17-30)
   

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"Ma Gesù disse loro: "Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco". Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: "In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una resurrezione di vita e quanti fecero il male per una resurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Massimo Salani

Servizio Santa Messa in puro Lino con croce ricamata


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Avvicinandosi i giorni del processo, i giudei raccolgono le "prove" che porteranno Gesù in croce. Ieri la pericope di Giovanni mostrava il Nazareno superare la logica formale del sabato. Nel brano di oggi troviamo un concentrato di rivelazione teologica davvero notevole.
L'autore del IV Vangelo è sempre attento a consegnarci un quadro complesso e sempre spiritualmente ricco di conseguenze: in questo risalta il mistero del rapporto tra Figlio e Padre.
Gesù chiama Dio col termine di Padre: per noi abituati a recitare anche meccanicamente il Padre nostro può sembrare addirittura ovvio. Non così per gli ebrei.
Rafforzato più volte dall'introduzione rivelativa In verità, in verità io vi dico: Gesù consegna ai suoi discepoli e a noi il mistero della natura condivisa della sua divinità con il Padre. Fanno le stesse cose, entrambi danno la vita, tutti e due meritano onore. Il Figlio, colui che presto morirà per risorgere il terzo giorno, è l'Emmanuele. Lui che è preposto, anche, al giudizio.


Nella gloria e magnificenza divina trova spazio l'umiltà: Gesù esegue non la sua, ma la volontà del Padre.



Per Riflettere
CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO il corcifisso di San Francesco
Crocefisso di San Damiano in Argento



Possiamo forse noi sottrarci alla volontà, alla chiamata di Gesù su di noi?



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