Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 30 Marzo 2009
Vangelo secondo Giovanni (8,1-11)
   
 


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Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi.

Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui.

Ed egli si sedette e si mise ad insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa una adulterio, la posero in mezzo e gli dissero:" Maestro, questa donna è stata sorpresa in fragrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise col dito per terra.

Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro:" Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna là in mezzo.

Allora Gesù si alzò e le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù disse: " Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Temporalmente questo brano ci riporta indietro rispetto a quello proclamato ieri; ricollega immediatamente a quello di sabato. Il gruppo dei dodici passa le notti fuori dal Gerusalemme, "in un luogo appartato", probabilmente in una delle grotte naturali del monte degli Ulivi, per evitare che la notte favorisca i nemici; di giorno il favore del popolo può costituire uno scudo. Infatti quando al mattino Gesù si ripresenta nel tempio per riprendere l'insegnamento, ha un uditorio folto e favorevole. Ed ecco il fatto inatteso. Un gruppo urlante guidato dai farisei irrompe trascinandosi dietro un'adultera. Gesù, salutato come "maestro", è chiamato a giudicare secondo la Legge: si deve procedere alla lapidazione come è scritto (Levitico 20,10) e Deuteronomio 22,22) . Ma i Romani non hanno avocato a sé il diritto di morte?

E Gesù li coinvolge tutti nel giudizio, che potrà avvenire solo dopo aver giudicato se stessi e i propri comportamenti. Donna e uomo non sono forse uguali davanti a Dio? Si può dire e non fare? Davanti alla propria coscienza prende corpo una sorta di assoluzione di fatto: se ne vanno uno alla volta, anche perché sanno che Lui legge nel cuore. Si comincia dai più anziani: più assennati o più colpevoli?. E il quadro si tinge di un'atmosfera nuova, serena. "sono venuto per i malati e non per i sani....Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui..." : è una peccatrice; e chi non lo è?; può diventare una discepola rigenerata dall'amore. Certo non basta il gesto misericordioso a farne una donna "nuova": bisogna che viva il perdono ricevuto: "..non peccare più.."



Per Riflettere
 

Il peccato va condannato perché è mortifero; il peccatore va salvato perché è un figlio da liberare. Che rapporto hai con il sacramento della confessione?









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