Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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DOMENICA 29 Marzo 2009
V di Quaresima
Vangelo secondo Giovanni(12,20-33)
   
 


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Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli domandarono: "Signore, vogliamo vedere Gesù". Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Filippo e Andrea andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: "E' venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. I verità, in verità vi dico, se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde , e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io, sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre mio lo onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal cielo: "L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!. La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: "Un angelo gli ha parlato". Disse Gesù:"Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Non è facile vederlo in questi giorni in cui tutti vorrebbero vedere, toccare, ascoltare colui che ha chiamato "Lazzaro fuori dal sepolcro" e lo ha risuscitato dai morti, mentre il pericolo imminente consiglia di vivere appartati. Allora si organizza una catena coinvolgendo alcuni dei dodici che non sono Giudei. Ci si avvicina a Filippo e questi chiama in causa Andrea; poi insieme portano la domanda al maestro. E' soltanto la catena delle raccomandazioni che funziona in ogni tempo? Il desiderio dei Greci deve avere una profondità particolare: non è la curiosità a guidarli. Vogliono "vedere", e nel linguaggio di Giovanni questo verbo significa "conoscere"; vedere per credere, penetrare l'identità di una persona e non soltanto conoscerne la fisionomia. Sono, dunque, degli aspiranti discepoli.

E Gesù, nell'imminenza della passione anticipa una visione che tra poco scandalizzerà anche i discepoli che da tempo lo vedono, camminano dietro a lui. Lui è il chicco di grano che deve essere gettato in terra, morire, per dare un frutto abbondante. Al compiersi "dell'ora", sulla croce, vedranno quale disegno si realizzi in lui. E i discepoli? Quelli che hanno cercato di vedere? Saranno chiamati a credere; poi ne condivideranno la glorificazione: " il Padre onorerà" anche loro. Alla morte, che provocherà fortemente la fede, seguirà la risurrezione. Allora il discepolo "vedrà" pienamente. Intanto dovrà essere disponibile, credere alla Parola, affidarsi alla speranza impossibile e attendere. Negli ultimi versetti la preghiera ha gli accenti drammatici dell'agonia nel Getsemani: è la l'estrema lotta di Gesù. Infine la cornice gloriosa e potente nella quale il Padre conferma il Figlio e le sue promesse



Per Riflettere
 

Nei giorni della Passione la croce ci viene presentata in tutta la sua drammaticità perché ci interroghiamo: Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio, crocifisso e risorto ? E' il cuore della fede della Chiesa degli inizi.









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