Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MERCOLEDÌ 25 Marzo 2009
Vangelo secondo Luca (1,26-38)
   
 


Ascolta


Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te". A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile; nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: " Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Maria è una ragazza giovanissima. Dio l'ha riempita di grazia fin dal primo istante del concepimento. Per i meriti del Figlio che nascerà da lei e sarà il redentore di tutti, dirà un giorno la Chiesa, è stata liberata dal peccato di Eva che tutti raggiunge. Ma l'opera di Dio non toglie la libertà di rispondere. In questo racconto Dio sembra un innamorato che manda a chiedere in sposa la sua prediletta L'inviato apre le porte del mistero che si è compiuto in lei e chiede collaborazione: è l'Arca santa in cui vuole abitare perché l'Amore che tutto ha creato possa salvare tutti. E Maria passa dal turbamento all'abbandono. Ma, Giuseppe, il fidanzato che l'aspetta ? E la gente, che dirà vedendola madre prima del matrimonio? Il turbamento racconta innanzitutto l'atteggiamento del credente davanti ad un segno della Maestà del Dio, ma non irriverente pensare sia dovuto anche a questi sentimenti così umani. Poi tutto si placa non tanto perché abbia penetrato un disegno così abbagliante, ma perché, lo sa bene, "nulla è impossibile a Dio".

Una chiamata, una vocazione, è sempre uno sguardo intenso di Dio chinato sulla sua creatura, per dirgli che si fida di lui, che chiede la sua collaborazione. Anche quando è oltre il comprensibile, oltre ogni esperienza, ogni valutazione delle proprie capacità. Anzi, l'accoglienza umile e grata, fondata sulla certezza di essere chiamati diventa generatrice di energie nuove: lui mi è accanto. Ci sono chiamate singolari a stati di vita diversi, a ministeri...misteriosi. C'è però una chiamata per tutti, quella battesimale, Dio chiama i suoi figli per nome, li arricchisce dei dono sacerdotale, profetico e regale perché, come Gesù siano degli inviati. Lo ricordiamo guardando Maria, la piccola dolcissima vergine, la madre capace di sorreggere la croce, per ottenere un'intercessione, per imparare:"Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola"



Per Riflettere
 

Ti sei mai chiesto: ha chiamato anche me? cosa mi ha proposto? Ero tanto preoccupato di programmarmi da solo al meglio che non mi sono accorto che mi cercava?










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