Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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VENERDÌ 20 Marzo 2009
Vangelo secondo Marco (12,28-34)
   
 


Ascolta


Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: " Qual è il primo di tutti i comandamenti?". Gesù rispose: " Il primo è : Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi". Lo scriba gli disse: "

Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: "Non sei lontano dal regno di dio. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Lo scriba è certamente un esperto delle Scritture. Ha assistito allo scontro con i sadducei sul tema della risurrezione ed è rimasto conquistato dal rabbì di Nazaret. Il problema che pone è ampiamente dibattuto nelle scuole rabbiniche del tempo: esiste un comandamento fondamentale, una sorta di radice dal quale il resto dipenda per chi vuol essere giusto e rispondere compiutamente a quel Dio che ama? Gesù non improvvisa: cita un passo del Deuteronomio (6,4-5) e uno del Levitico (19,18), che lo scriba conosce bene anche perché costituiscono la professione di fede che il buon Israelita ripete ogni giorno.

Fondamentale è il comando: Ascolta, Israele, il Signore tuo Dio è l'unico Signore! Chi non lo ascolta non impara ad amare, non lo riconosce come l'unico e il Signore, non gli sottomette intelligenza, cuore, tutto se stesso. Risponde all'unico Dio colui che è uno, non diviso tra diversi amori, tra diversi progetti, disperso nelle sue forze. Anche il prossimo è coinvolto in questo processo unificante: è un altro io. Lo scriba sembra accettare con entusiasmo solo la prima parte dell'unico comandamento; è già un passo importante riconoscere in Dio l'unico, colui dinanzi al quale stare con tutto se stesso; come lo è dire che l'offerta della vita è più importante delle offerte rituali.



Per Riflettere
 

Potremmo partire da altre domande: lo scriba è diventato discepolo di Gesù? lo ha riconosciuto come l'Inviato di Dio? gli ha sottomesso tutto il cuore, la mente, la forza? o gli ha soltanto detto: bravo! E io, e tu?









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