Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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DOMENICA 8 Marzo 2009
II di Quaresima
Vangelo secondo Marco (9,2-10)
   
 


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Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandai sulla terra potrebbe renderle più bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola Pietro disse a Gesù: Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi è il Figlio mia, l'amato: ascoltatelo!". E improvvisamente, guardandosi intorno, non videro più nessuno, se non Gesù, solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


La trasfigurazione conferma l'identità di Gesù già proclamata dalla "voce" nel battesimo al Giordano (1,11): è il Figlio mandato come vangelo per tutti coloro che il Padre ama come figli. Avviene su "un monte alto", in un luogo appartato; possono goderla stupiti e consolati Pietro, Giacomo e Giovanni "loro soli". Ha una luminosità che allontana ogni dubbio o incertezza. Nella visione i protagonisti del primo patto (Elia il profeta, Mosè la Legge) testimoniano Gesù, prima della conferma ultima. Pietro, come sempre, è istintivo e vorrebbe stare sempre lì davanti alla visione, piuttosto che andare a morire! Bisogna scendere dal monte e rientrare nella fatica e nel chiaroscuro del quotidiano.

Dallo scandalo alla luce, ma solo per un attimo; l'interpretazione dell'evento li lascia con un domanda: cosa vorrà dire risuscitare dai morti? Dovranno continuare a camminare nella fatica della fede. La Pasqua sarà vissuta come luce definitiva, davvero sarà bello stare lì, quando il Risorto avrà fatto passare ogni membro del suo corpo nella sua vita senza tramonto. Ora il luogo per vederlo, quello che anche noi dobbiamo frequentare, è la Parola che ce lo racconta. Magari aprendola su "un monte alto", in un luogo appartato, portando nel cuore la preghiera: Signore, mostraci il tuo volto! ci renderà capaci di contemplare la luminosità della Croce e percepirla come la porta stretta per oltrepassare ogni valle oscura.



Per Riflettere
 

Il cammino della quaresima vuole aiutarci a riprendere la consapevolezza del Battesimo. Siamo figli amati e attesi, generati dalla Croce. La sosta sulla parola, nel silenzio, permette al Padre di farci giungere il suo richiamo.









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