Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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VENERDÌ 6 Marzo 2009
Vangelo secondo Matteo (5,20-26)
   
 


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Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Chi poi dice al fratelli: "stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare, e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Qual è la giustizia più grande? Quella che realizza il precetto dell'amore! Gli scribi e i farisei sono considerati dei "giusti"; osservano infatti in modo esatto, qualche volta addirittura peccando per eccesso, tutte le leggi e le norme che Israele ha ereditato, sia nella forma scritta che in quella orale. C'è in loro anche un certo orgoglio nel riuscirci: pretendono che anche Dio stimi tali, ritengono di conquistarsi la salvezza con le proprie forze peraltro sempre insufficienti a conoscere e vivere la volontà di Dio. Molti addirittura esibiscono la propria pretesa giustizia; cercano l'approvazione, la lode, il ruolo sociale; non mancano di guardare con sufficienza o con un certo disprezzo chi non si comporta come loro.

L'amore per il fratello non ha trovato nel comandamento non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio una piena interpretazione della volontà di Dio. C'è un atteggiamento molto più maturo al quale educarsi sull'esempio di quanto si sta manifestando in Gesù. L'amore per il prossimo è il primo scalino per vivere l'amore a Dio. Anche dai pensieri più segreti deve eliminato quanto potrebbe offendere o umiliare l'altro. Anche l'atto di culto, il più alto atteggiamento dell'adorazione, può essere inquinato dal cattivo stato dei rapporti con il fratello. L'ultima sentenza, in forma paradossale, insiste sulla necessità della riconciliazione.



Per Riflettere
 

L'amore spinge a gesti che potrebbero far considerare pazzo chi li compie: ad esempio prendere l'iniziativa della riconciliazione con un fratello "che ha qualcosa contro di te". L'amore è dono. Del resto l'iniziativa di Dio in Gesù non accade "mentre eravamo peccatori"?, come dice Paolo?









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