Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 2 Marzo 2009
Vangelo secondo Matteo (25,31-46)
   
 


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Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sujl trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalla capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato in carcere e siamo venuti a visitarti"? E il re risponderà loro: " In verità vi dico, tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: " Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità vi dico: "Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Ogni uomo starà davanti al Cristo glorioso e sarà giudicato secondo verità; ma chi non l'ha riconosciuto nell'umiliazione non sarà accolto nella gloria. E' il senso ultimo della parabola costruita secondo il genere apocalittico. Gli esegeti propongono riflessioni più articolate; a noi interessa questo dato di fondo. Il grandioso affresco del giudizio finale deve colpire ogni cristiano e aprirlo alla speranza da vivere nella vigilanza, adempiendo il ogni momento e verso tutti i compiti che il Signore gli ha affidato.


Il Crocifisso apparirà come il Signore, l'unico che sa discernere con lo sguardo severo e amabile del pastore, e sa vedere chi è pecora obbediente o capretto capriccioso. Il giudizio riempirà di stupore, per la chiave nella quale verrà letta la vita. Dio si è mostrato sul nostro cammino nel piccolo affamato, assetato, straniero, nudo, malato, oppresso. Non sembrava così degno di attenzione; anzi, sembrava una scheggia della croce, ci interpellava con le sue piaghe.



Per Riflettere
 
Cosa mi impedisce di "vederlo e servirlo"? Basta un gesto di carità frettolosa per essere "giusti"?









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