Libri Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù - Esicasmo
/ Il Santo del Calendario:

Questo mese è stato curato da:

Giulia e Antonio Sartori,
Azzurra Bassi, Cosimo Dimitri


Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Sabato 21 maggio 2016
Vangelo secondo Marco (10, 13-16)
Gc 5, 13-20; Sal 140






Preghiera Iniziale


Signore, insegnami a non parlare
come un bronzo risonante
o un cembalo squillante,
ma con amore.
Rendimi capace di comprendere
e dammi la fede che muove le montagne,
ma con l'amore.
Insegnami quell'amore che è sempre paziente
e sempre gentile;
mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;
l'amore che prova gioia nella verità,
sempre pronto a perdonare,
a credere, a sperare e a sopportare.
Infine, quando tutte le cose finite
si dissolveranno
e tutto sarà chiaro,
che io possa essere stato il debole ma costante
riflesso del tuo amore perfetto.
(Madre Teresa di Calcutta)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.



Medita


L'atteggiamento dei discepoli che cercano di impedire ai bambini di toccare Gesù provoca la sua indignazione, un sentimento forte che evidenzia un forte disappunto. Gesù dimostra questo sentimento quando diviene testimone di un'ingiustizia nei confronti dei deboli e proprio loro sono i destinatari privilegiati dell'amore di Dio, quindi anche coloro che sono chiamati ad essere discepoli sono invitati ad avere i suoi stessi sentimenti; anzi, i bambini in particolare sono indicati come l'emblema del discepolo. Per entrare nel regno di Dio è necessario assumere la condizione di bambino. Diventare come bambini significa avere la consapevolezza di non essere autosufficienti e quindi sapersi affidare, ma anche saper vedere la realtà sempre con occhi nuovi, con meraviglia. Ma soprattutto i bambini accolgono i gesti di amore che gli vengono rivolti, anzi li cercano, e diventano il segno del rapporto che Dio ha con noi: la tenerezza. Gesù prende i bambini tra le braccia benedicendoli e questo abbraccio è immagine tangibile della tenerezza che contraddistingue il Padre nel suo avvicinarsi a noi. La tenerezza è un tratto della commozione profonda che si prova nei confronti di un'altra persona per affetto e compassione. Molto spesso ci inteneriamo con i bambini, anche dopo che hanno commesso qualche marachella, proprio perché questi riescono a toccare le corde più profonde del nostro intimo e Gesù, che ci guida sulla via del Padre, ci invita a riscoprire il senso più genuino della nostra vita, ad essere come i bambini che accettano il tenero abbraccio del Padre. Come nella parabola del figliol prodigo qui Gesù ci presenta Dio come un padre che si rallegra e si commuove alla vista del figlio che credeva perduto. Questo è ciò che ci chiede nell'essere suoi discepoli, di commuoverci di fronte ai fratelli accogliendoli in un tenero abbraccio, perché anche noi abbracciati.


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

Per Riflettere

Riusciamo a vivere la nostra sequela di Cristo come destinatari del tenero abbraccio del Padre?





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