Libri Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù - Esicasmo
/ Il Santo del Calendario:

Questo mese è stato curato da:

Giulia e Antonio Sartori,
Azzurra Bassi, Cosimo Dimitri


Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Martedì 17 maggio 2016
Vangelo secondo Marco (9, 30-37)
Gc 4, 1-10; Sal 54






Preghiera Iniziale


O Dio, che ci hai insegnato che tutte le nostre opere
senza amore non hanno alcun valore,
manda il tuo Spirito e infondi nel nostro cuore
il dono sublime dell'amore.
O Dio, che ci hai insegnato che tutte le nostre opere
senza amore non hanno alcun valore,
manda il tuo Spirito e infondi nel nostro cuore
il dono sublime dell'amore,
vincolo essenziale della pace e di ogni virtù,
senza cui i viventi sono come morti al tuo cospetto.
Concedici questo dono per amore del tuo unico Figlio Gesù Cristo.
(Liturgia anglicana)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».



Medita


Gesù ormai parla apertamente ai discepoli della sua missione e dove questa lo condurrà, ma anche della sua resurrezione al terzo giorno. I discepoli invece non capiscono il significato di questa missione e addirittura hanno timore a chiedere spiegazioni, ma discutono tra loro. Gesù allora chiede loro di cosa stanno discutendo per la strada, chiede loro di mettersi in gioco e di esprimere le loro perplessità riguardo alle sue dichiarazioni, ma essi tacciono. Hanno preferito discutere di chi tra di loro fosse il più grande piuttosto che interrogarsi sul senso delle parole di Gesù, forse perché l'epilogo prospettato non è poi così allettante, confacente ad un Messia. Gesù sa di cosa hanno parlato, ha letto nei loro cuori questa fatica nel comprendere, ma soprattutto nell'accettare una simile prospettiva, ma non si adira. Piuttosto risponde con la tenerezza: si siede, li chiama intorno a sé, risponde alla loro richiesta inespressa, poi prende un bambino e lo abbraccia, dando un'immagine visibile come spiegazione della missione che i discepoli sono chiamati a portare avanti: il servizio dei fratelli con lo stile degli ultimi e l'accoglienza dell'indifeso. Solo attraverso l'umile servizio agli altri, soprattutto quelli più indifesi è possibile accogliere Gesù e, tramite lui, il Padre. È bello vedere come la risposta di Gesù ai dubbi e alle aspirazioni dei discepoli sia permeata di una tenerezza che è segno visibile dell'amore tenero del Padre nei confronti dell'umanità. In fondo accogliere Gesù e quindi il Padre non è altro che mettersi al servizio, diventare ultimi rispetto ai fratelli perché inteneriti da loro, come una mamma che abbraccia il figlio e gli si mette al servizio facendo da parte anche se stessa per lui.


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

Per Riflettere

Quando mi metto al servizio lo faccio con tenerezza e amore?





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