Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Massimo Salni Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno Una Riflessione
Tratta dalla Regola di San Benedetto



Sabato 30 luglio 2016
Ger 26, 11-16.24; Sal 68
Vangelo secondo Matteo (14, 1-12)



Preghiera Iniziale


Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi
il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male.
(Isaia 1, 16)


Ascolta Vangelo


In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.





Medita


Il mese di luglio termina con il primo brano tratto dal capitolo 14 di Matteo. Un testo dove troviamo contrapposte alla superstizione, alla paura, all'arroganza del potere, alla perfidia e ai capricci la fede in Dio, la determinazione, l'umiltà, l'amore.
Erode è un re fantoccio nella mani di Roma: della religione interessa la misura in cui non crea disordini e soprattutto non provoca interventi romani. Sapeva del Battista, gli era nota anche la figura di Gesù. Fino a quando battezzava il primo e si prodigava in parabole e segni il secondo, non riteneva opportuno intervenire. Quando il primo gli contestò la condotta immorale e il secondo gli sembrava minacciare lo status quo politico e religioso, la paura e la superstizione prendono su di lui il sopravvento. Il potere politico diventa strumento per esercitare la superbia e le due protagoniste femminili, in questa scena, portano con loro l'immagine anche della perfidia e della vendetta.
Giovanni Battista e Gesù di Nazaret testimoniano, in modi diversi, fino a che punto la certezza della fede incide nella vita. La fede in Dio porta con sé la determinatezza di scegliere una vita capace anche di gesti forti, quale fu la denuncia del Battista nei confronti di Erode. Un atteggiamento che trova precisi riscontri nei profeti dell'Antico Testamento. Come la tragica fine. Non diversamente il Nazareno: pensiamo a tutte le scene del vangelo quando il Maestro condanna certi atteggiamenti dei sadducei, degli scribi e dei farisei. Una voce profetica anch'essa. Per entrambi, la fine della esperienza terrena si concluderà con il martirio. Solo chi è forte è capace di amare e di essere umile. Il Salvatore ci ha mostrato l'importanza di scegliere tra una abitudine tutta umana di vivere e la necessità di abbracciare e vivere i criteri per accedere al Regno dei cieli.





Per Riflettere


Erode è un personaggio che vive nel suo mondo dorato e tutto ciò che ritiene pericoloso deve essere eliminato. Ma non è solo. Un re, non lo è mai. Ha sempre qualcuno che lo asseconda, lo blandisce, gli sta accanto per un suo interesse personale. Le due donne ci ricordano che il Regno di Dio è soprattutto per chi è come Marta e Maria. Queste ultime posseggono e vivono quanto ritroviamo nel Battista e nel Nazareno: umiltà e determinazione; amore e coraggio. La “fede” di Erodiade e di sua figlia per Erode è utile solo per i giochi personali e di potere. La fede di Marta e di Maria, come quella del Battista per il Signore ci deve guidare nella vita di tutti i giorni. Una fede che attinge direttamente nella misericordia divina.







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